Milano: microbiologi in campo per la salute dei bambini adottati

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Microbiologi in campo per la salute dei bambini adottati. Il modello che gli esperti propongono di esportare in tutta Italia, per dare vita a una rete nazionale dedicata, arriva dall’ospedale San Carlo di Milano. Nel presidio dell’Asst Santi Paolo e Carlo è infatti attivo un ‘ambulatorio sentinella’ che in 5 anni ha raccolto dati relativi a oltre 1.200 piccoli originari di 42 Paesi. Un’alleanza definita “vincente” dai medici della struttura e dagli specialisti dell’Amcli, l’Associazione microbiologi clinici italiani che interviene sul tema delle adozioni internazionali in occasione del 10 maggio, “data che alcune delle più importanti associazioni italiane impegnate” su questo fronte “hanno identificato come giorno per celebrare questo importante gesto di amore verso i bimbi di tutto il mondo”. Al San Carlo le visite dei bimbi che hanno trovato una nuova famiglia in Italia sono guidate da un protocollo di screening clinico e di laboratorio volto a studiare lo stato di salute dei baby-pazienti, con particolare riguardo all’aspetto immunitario/vaccinale e alla presenza di eventuali infezioni o infestazioni parassitarie. “La positiva esperienza maturata nei 5 anni di attività dell’Ambulatorio rivolto ai bambini adottati e ai bambini viaggiatori, con lo scopo di fornire un adeguato sostegno medico, psicologico e sociale ai bimbi provenienti da Paesi in via di sviluppo e alle loro famiglie adottive – afferma Pierangelo Clerici, presidente Amcli e direttore dell’Unità operativa di microbiologia dell’Asst Ovest Milanese – conferma che una tempestiva diagnosi costituisce un indispensabile baluardo per approntare un’adeguata profilassi e diagnosi clinica anche nel caso di piccoli pazienti provenienti da adozioni internazionali”. “Questo progetto – spiega Alberto Podestà, direttore del Dipartimento materno-infantile del San Carlo – è nato dall’idea di standardizzare e attuare in questi piccoli pazienti interventi terapeutici appropriati il più precocemente possibile, allo scopo di ridurre la diffusione nella collettività di microrganismi potenzialmente patogeni e il rischio di insorgenza di malattie infettive e parassitarie”. Sottolinea Giuseppe Ortisi, direttore dell’Unità operativa complessa di microbiologia e virologia del San Carlo: “L’importante esperienza maturata in questi 5 anni ha permesso di attivare un ambulatorio pediatrico in grado di offrire ai bambini provenienti da adozioni internazionali una valutazione microbiologica esperta e appropriata. Inoltre, questo sistema si è dimostrato utile a evidenziare inadeguate coperture vaccinali e la presenza, spesso misconosciuta, di patologie infettive e parassitarie; ha semplificato l’accesso ai servizi sanitari e garantito una tempestiva azione profilattica e terapeutica”. Lo studio, di tipo retrospettivo osservazionale, ha coinvolto bambini provenienti da tutta Lombardia e da alcune regioni limitrofe. Nel periodo 2010-2015 sono stati esaminati 1.248 bimbi (760 maschi e 488 femmine) di età media 4,9 anni (dai 6 mesi ai 17 anni), provenienti da 42 Paesi di Est Europa (33,8%), Sud America (27,1%), Asia (22,6%) e Africa (16,5%). Per quanto riguarda lo stato vaccinale – riporta l’Amcli in una nota – il 59% dei bambini aveva tassi anticorpali protettivi nei confronti dell’epatite B e il 38% verso la tossina tetanica, ma solo nel 3,4% è stata riscontrata una immunizzazione efficace contro la tossina difterica. Tre bambini sono risultati positivi al virus Hcv dell’epatite C, in 11 è stata rilevata un’infezione attiva da Hbv (epatite B) e il 36,8% presentava una positività per immunoglobuline IgG anti-virus dell’epatite A. La sierologia per sifilide è stata positiva in 15 casi e l’infezione da virus dell’Aids Hiv è stata confermata in un bambino. Per quanto riguarda i parassiti, in 2 piccoli sono stati trovati nel siero anticorpi anti-Leishmania, in uno anticorpi anti-Tenia solium e in altri 165 anticorpi anti-Toxocara canis. Ancora: anticorpi anti-Entameba histolytica sono stati evidenziati in 20 bambini e anticorpi anti-Echinococcus granulosus nell’1,6%. Lo screening per infezione tubercolare con test Mantoux ha dato esito positivo in 142 piccoli, e in 76 il risultato era compatibile con una pregressa vaccinazione. L’esame coproparassitologico è risultato positivo in 339 bambini su 1.220 studiati (27,8%), soprattutto per Giardia intestinalis (37,8%), Entamoeba histolytica/dispar (25,6%), Escherichia coli (18,91%) e Hymenolepis nana (18,91%). Infine, sono stati individuati 4 portatori di Salmonella spp. “Quanto fatto al San Carlo Borromeo di Milano – commenta Clerici – conferma che un utilizzo sinergico dei laboratori di microbiologia in contatto stretto con cliniche specialistiche permette di accelerare il monitoraggio e la diagnosi di situazioni infettive potenzialmente molto pericolose. Ci batteremo per implementare questa formula, proponendoci di creare un network su base nazionale, attraverso la costituzione di hub regionali capaci per volumi di accesso pazienti, specializzazioni e know how di migliorare ancora la qualità del sistema sanitario nazionale”.