Osservazione della Terra e satelliti: realizzato il primo censimento di Albatros, uccello marino ad alto rischio di estinzione

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Monitorare l’ambiente, misurare lo scioglimento dei ghiacci, controllare il traffico marittimo, fornire supporto nella gestione delle emergenze: sono solo alcuni degli utilizzi possibili delle immagini fornite dai satelliti dedicati all’osservazione della Terra.

A questi, nell’ultimo decennio, grazie all’aumentare della capacità di risoluzione dei sensori, si sono aggiunti i censimenti animali. Le sentinelle della Terra hanno infatti trovato impiego, con successo, in studi dedicati al monitoraggio di specie che vivono in zone remote del pianeta, come gli orsi polari.

E oggi, per la prima volta, un gruppo di scienziati ha dimostrato che è possibile ‘sfruttare’ gli obiettivi HD dei satelliti per una mansione in più: il censimento, dallo spazio, degli esemplari di specie volatili a rischio estinzione, come gli albatros.

Classificati scientificamente come Diomedeidi, questi uccelli di mare sono tra i gruppi volatili più minacciati del pianeta: ben 19 delle 21 specie esistenti sono considerate a rischio da parte dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), ONG a cui l’Assemblea delle Nazione Unite ha riconosciuto lo status di osservatore.

Allo stesso tempo, gli albatros – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – sono estremamente difficili da osservare a monitorare perché si riproducono in alcune delle isole più remote e inaccessibili del pianeta.

Servendosi delle immagini prodotte dal WorldView-3, satellite commerciale della DigitalGlobe, capace di produrre scatti con risoluzione spaziale pari a 30 cm, i ricercatori sono riusciti a contare, uno a uno, gli esemplari di diverse colonie di Albatros, alcune già censite da terra e altre invece meno studiate. Comparando i dati è risultato un basso margine di errore nei conteggi effettuati.

Grazie alla tecnologia satellitare, in un futuro prossimo, potrebbe dunque cambiare radicalmente il modo con cui vengono monitorati questi e altri grandi uccelli a rischio: dallo spazio, i censimenti potrebbero avvenire senza interferire con le attività degli esemplari, a un potenziale costo minore e con un minimo sforzo logistico.