Ricerca: premi nobel al Gemelli, si punta a cure su misura

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Dall’oncoematologia e immunologia dei tumori al microbiota e all’antibiotico-resistenza, le sindromi coronariche e il diabete. I progetti di ricerca, svolti o in cantiere, condotti dagli Istituti della Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica di Roma insieme ai reparti del Policlinico Gemelli puntano sull’individualità del paziente per massimizzare l’efficacia delle terapie. E’ infatti la medicina personalizzata il tema al centro della VI Giornata per la ricerca 2017, promossa dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia della Cattolica e dalla Fondazione Gemelli, che oggi ha riunito giovani ricercatori ed esperti, insieme a due big mondiali. Due premi Nobel in campi distinti, ma entrambi accomunati dall’impegno e dai risultati ottenuti sul fronte scientifico: Robert Hubert, Nobel per la Chimica nel 1988, e Amartya Sen, Nobel per l’Economia nel 1998. Sono oltre 850 i ricercatori quotidianamente impegnati nei laboratori e nei reparti della Cattolica, sia nel settore della ricerca di base che della ricerca clinica. Mentre sul versante della ricerca biomedica, Cattolica e Gemelli contano 321 nuovi progetti no profit che ogni anno portano a oltre 1.500 pubblicazioni scientifiche, oltre 16,4 milioni di euro di ricerca finanziata nel corso del 2016, 17 brevetti attivi e depositati, 71 progetti finanziati a livello europeo e internazionale avviati negli ultimi 5 anni, 175 sperimentazioni cliniche e oltre 380 collaborazioni avviate e assegni di ricerca attivati ogni anno grazie a finanziamenti alla ricerca. “Le cure personalizzate sono un traguardo importantissimo della medicina – commenta il rettore dell’Università Cattolica, Franco Anelli – Tuttavia richiedono scelte etiche ed economiche e sui campi da studiare. Bisogna capire dove proiettare lo sguardo e in quale direzione andare sapendo che risultati ci si attende. Ma soprattutto bisogna trovare il modo di distribuire a tutti l’accesso all’assistenza“. Per il preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia della Cattolica, Rocco Bellantone, “con la scoperta del genoma umano si è compreso che la stessa malattia non è uguale per tutti i pazienti e lo stesso farmaco non ha identici effetti su tutti i malati. Puntare alla personalizzazione delle cure significa tendere al massimo dell’efficacia“. Per raggiungere importanti obiettivi clinici e di ricerca, afferma Enrico Zampedri, direttore generale della Fondazione Gemelli, “c’è bisogno che medici, operatori e ricercatori vengano affiancati e sostenuti da un’organizzazione ospedaliera che deve funzionare come un orologio di precisione. I nostri medici e ricercatori possono attingere a una riserva unica di dati su cui basare le proprie ricerche che poi potranno avere ricadute dirette sulla vita dei pazienti“.

Amartya Sen, economista e filosofo indiano e Nobel per l’Economia nel 1998, partendo da un esame critico dell’economia del benessere, ha sviluppato un approccio radicalmente nuovo alla teoria dell’uguaglianza e delle libertà. “La Salute è un aspetto centrale della vita umana e non ci sondo mai state più disuguaglianze nella storia di quelle nell’accesso alle cure sanitarie – afferma lo scienziato – Se si migliora l’accesso all’assistenza sanitaria e lo si rende universale, migliorano anche la qualità della forza lavoro e l’economia. L’assistenza sanitaria universale si può realizzare ovunque a un determinato livello ma ci dobbiamo chiedere – sottolinea – quanto può essere moderna, informata, efficiente e sensibile alle esigenze dei pazienti“. E’ stata invece la scoperta della struttura tridimensionale di un centro di reazione fotosintetico a consegnare al chimico tedesco Robert Huber il Nobel per la Chimica nel 1988. Direttore emerito del Max-Planck-Institute of Biochemistry, ha influenzato la comprensione della fotosintesi con il suo lavoro sulla radio-cristallografia delle proteine. “I nuovi metodi hanno un impatto essenziale sullo sviluppo della biologia strutturale, rendono i problemi biologici alla portata dei ricercatori, non solo nel campo della diffrazione a raggi X, ma anche in microscopia ottica, risonanza magnetica nucleare e microscopia elettronica“, ha detto il Nobel, evidenziando “la potenziale applicazione della biologia strutturale per progettare e sviluppare farmaci sfruttando la conoscenza delle strutture dei recettori del farmaco combinate a livello atomico con approcci teorici di inserimento del ligando (il meccanismo chiave serratura della coppia ligando-recettore NdR)”. Per monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della nuova evangelizzazione, “la ricerca della verità, che piaccia o no, è lo scopo di ogni ricerca scientifica. Saremo sempre a favore della scienza, faremo sempre il possibile perché proceda libera nella ricerca, ma non libertaria nelle sue conquiste. Ogni vera conoscenza che vuole essere scientifica, infatti, possiede regole che danno garanzia sia della coerenza delle scoperte, sia della certezza d’uso a favore di tutta l’umanità e mai contro di essa“. (AdnKronos)