Ricerca: primo robot-anti scivoloni, aiuterà gli anziani a non cadere

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Un robot indossabile che garantisce l’equilibrio e riduce il rischio di caduta. Prestando anche assistenza alla persona in caso di scivolamento improvviso. Il primo dispositivo per evitare ‘passi falsi’ è stato sviluppato dai ricercatori dell’Istituto di BioRobotica della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e dell’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne (Epfl) di Losanna, in Svizzera. Si tratta di un prototipo di esoscheletro intelligente, leggero e facile da personalizzare, in grado di identificare la perdita di equilibrio e, al tempo stesso, di facilitare il recupero della stabilità. Impiegato come ausilio per gli arti inferiori, il robot è stato progettato per gli anziani in modo da facilitare la locomozione quotidiana e prevenire possibili lesioni dovute a una caduta. Può però essere utile anche per agevolare le mobilità a seguito di amputazioni o danni neurologici. “Il nostro esoscheletro intelligente – spiega Silvestro Micera, bioingegnere e neuroscienziato dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Sant’Anna e dell’Epfl – è leggero e facilissimo da personalizzare, in base alle esigenze dei pazienti. L’adattamento di questo primo prototipo che stiamo testando a Firenze richiede meno di 60 secondi, per regolare la taglia e l’andatura della persona che lo indosserà”. Per il ricercatore Vito Monaco “lo studio dimostra che una piattaforma robotica indossabile può interagire in modo efficace con l’individuo, producendo un’adeguata reazione a seguito di uno scivolamento. Questi risultati forniscono nuove prospettive ai ricercatori. L’auspicio è che siano in grado di sviluppare ‘piattaforme robotiche’ capaci di assistere i potenziali utilizzatori sia durante compiti motori volontari che durante quelli inattesi, quali le cadute nella fase iniziale, con evidenti benefici per i soggetti stessi. Siamo fiduciosi che nel prossimo futuro, anche applicando i risultati di questo studio, si potranno sviluppare nuove soluzioni per far interagire persone e robot come fossero un unico sistema“. Il dispositivo è stato testato al Centro di riabilitazione Don Carlo Gnocchi di Firenze, dove proseguono i test sui pazienti. Tra loro c’è Carlo Bertelli, 69 anni. Carlo indossa l’esoscheletro all’altezza delle anche, con bretelle in fibra di carbonio. “Mi sento più sicuro con l’esoscheletro addosso“, dice camminando sul tapis roulant. Il robot studia l’andatura del paziente e la sua falcata. Fissato il modello, l’algoritmo è in grado di identificare gli scostamenti rispetto all’andatura normale. Quando la caduta viene avvertita come imminente, i motori esercitano una pressione sulla parte superiore delle gambe ripristinando la stabilità della persona che indossa l’esoscheletro. Il sistema non provoca alcun disturbo a chi lo indossa, soprattutto quando cammina con regolarità e il principio della caduta non si è ancora presentato. “Questo studio – sottolinea Nicola Vitiello, che si è occupato di sviluppare sistemi robotici per la riabilitazione – pone le basi per immaginare una nuova generazione di esoscheletri che dimostri una reale efficacia al di fuori dei laboratori di ricerca, grazie alle funzioni che aumentano le capacità di movimento di coloro che li indossano, rendendone il cammino più stabile e sicuro“.