Rocket Lab: ‘debutto’ per il razzo Electron, dai motori stampati in 3D

“Debutto” per il razzo Electron, dell’azienda Rocket Lab, dai motori stampati in 3D che è stato lanciato da una base privata in Nuova Zelanda. Si è trattato di un test per raccogliere dati utili a raffinare il lanciatore, destinato a un servizio commerciale per portare in orbita piccoli satelliti. La Nasa e diverse società private hanno contratti con l’azienda statunitense-neozelandese per lanciare piccoli satelliti con il razzo che dovrebbe entrare in servizio alla fine dell’anno, dopo altri due test.

È stato un ottimo volo”, ha osservato Peter Beck, amministratore delegato di Rocket Lab. “Tutto si è svolto come da programma: il lancio, la fase di separazione del secondo stadio, l’accensione e la separazione della piattaforma che conteneva il carico dimostrativo. Tuttavia, – ha aggiunto Beck, – non siamo riusciti a raggiungere l’orbita e stiamo indagando sul perché’‘. In ogni caso, essere riusciti a ‘‘raggiungere lo spazio nel nostro primo test ci mette in una posizione incredibilmente forte per accelerare la fase commerciale del nostro programma”.

L’azienda in una nota ha detto che ‘‘Rocket Lab punterà ad andare in orbita nella seconda prova”. Intanto il primo test ha avuto lo scopo di raccogliere dati utili agli ingegneri per valutare le prestazioni del lanciatore. ”Abbiamo imparato molto da questo lancio sperimentale – ha detto Beck – e impareremo ancora di più nelle prossime settimane”. Il razzo Electron misura 17 metri, è costruito con materiali compositi a base di carbonio nero, ed e’ dotato di motori stampati in 3D chiamati Rutherford, in omaggio al fisico nucleare di origine neozelandese Ernest Rutherford. Il motore, dall’iniettore, alle pompe, fino alle valvole, può essere stampato in 24 ore.