Salute, Ministero: 2000 infezioni da superbatteri l’anno, fondamentale l’igiene delle mani

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Il batterio della Klebsiella pneumoniae è il principale responsabile delle infezioni nelle strutture sanitarie. E’ quanto emerge dal primo Report sulle batteriemie da enterobatteri resistenti ai carbapenemi coordinato dall’Istituto superiore di sanità, che ha elaborato i risultati del sistema di sorveglianza istituito dal ministero della Salute. Dai risultati, illustrati a Roma al convegno ‘L’antibioticoresistenza in Italia: problemi attuali e impegno per il futuro’, all’Auditorium Biagio d’Alba del ministero, emergono circa 2 mila casi di batteriemie l’anno, con incidenza maggiore in pazienti di età compresa tra 65 e 80 anni, ricoverati in unità di terapia intensiva ma anche in reparti medici e chirurgici. “Grazie a questo sistema di sorveglianza abbiamo una dimensione molto più vicina alla realtà relativamente al fenomeno della diffusione di questo patogeno nelle corsie ospedaliere – dichiara Walter Ricciardi, presidente Iss – Disponiamo oggi di un’evidenza che ci impone di farne una priorità di Salute pubblica e di mettere in campo tutte le risorse disponibili, economiche e non, in tutti gli ospedali per contrastare questo fenomeno: dall’osservazione puntuale del lavaggio delle mani fino all’istituzione di personale sanitario dedicato al controllo delle infezioni e di figure professionali per guidare un appropriato utilizzo di queste molecole. Essenziale resta il contributo delle Regioni nella segnalazione puntuale del fenomeno, per avere un quadro sempre più preciso che ci consenta di fare interventi mirati e comprenderne l’efficacia”. Lavarsi le mani – ricorda il ministero della Salute in una nota- è il principale strumento che abbiamo per prevenire le infezioni nelle strutture sanitarie: per questo motivo l’Organizzazione mondiale della sanità ha promosso anche quest’anno la Giornata mondiale dell’igiene delle mani, che si celebra oggi 5 maggio. Lo slogan di questa edizione, ‘Combattere la resistenza agli antibiotici è nelle tue mani’, in particolare vuole porre l’accento sulla prevenzione delle infezioni antibiotico-resistenti, che rappresentano una delle principali minacce alla Salute. Soprattutto per alcuni tipi di batteri, come gli enterobatteri resistenti agli antibiotici di ultima risorsa (carbapenemi), ci dobbiamo difendere con le poche armi che abbiamo a disposizione. Appunto l’igiene delle mani. Tra le infezioni da batteri resistenti – spiegano dal ministero – le batteriemie sono sicuramente le più gravi e le più letali: sono dovute nella gran parte dei casi a Klebsiella pneumoniae che produce un enzima chiamato Kpc, e l’ampiezza del fenomeno è veramente drammatica, se si considera che i casi di batteriemia sono probabilmente sottonotificati, almeno da alcune Regioni e aree geografiche, e che la mortalità associata a queste infezioni è almeno del 30%. Il batterio Klebsiella pneumoniae è un microrganismo che, oltre a batteriemie, causa anche infezioni urinarie e polmoniti. La resistenza ai carbapenemi è spesso associata a resistenza ad altre classi di antibiotici, compresa la colistina, un vecchio antibiotico rispolverato come rimedio estremo contro questi batteri resistenti a quasi tutti gli antibiotici. Perciò l’Oms ha classificato questi batteri tra quelli critici ad altissima priorità per lo sviluppo di nuovi antibiotici. L’Italia è un Paese che si può considerare ‘iperendemico’, avverte il ministero: per incidenza di queste infezioni rispetto alle giornate di degenza, è al secondo posto in Europa dopo la Grecia, secondo i dati dello studio ‘Euscape’ che traccia l’epidemiologia pan-europea di queste infezioni e al quale l’Italia ha partecipato col coordinamento dell’Iss. (AdnKronos)