Salute: un aiuto dalla tecnologia, il tablet aiuta chi soffre di insufficienza cardiaca

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Dalla tecnologia un alleato per chi soffre di insufficienza cardiaca. Un nuovo tablet ‘del cuore’ aiuta, infatti, i pazienti svedesi a gestire la propria malattia, inclusi i dosaggi dei farmaci. A presentare il dispositivo una ricerca presentata a EuroHeartCare 2017, a Jonkoping in Svezia. L’insufficienza cardiaca è una condizione grave in cui il cuore non pompa a sufficienza sangue nell’organismo. Ai pazienti vengono prescritti diuretici, che agiscono sui reni per produrre più urina, riducendo così la ritenzione dei liquidi e il gonfiore. I pazienti devono monitorare il peso, poiché una rapida perdita di chili potrebbe essere un segno che la dose di farmaco è troppo elevata, mentre se all’improvviso si pesa di più la causa potrebbe essere una ritenzione di liquidi legata a un dosaggio troppo basso di diuretico. “Circa il 60% dei pazienti con insufficienza cardiaca riceve il trattamento e il follow-up dell’assistenza primaria” in Svezia, ha affermato Maria Liljeroos, infermiera e vice capo dell’unità di cura coronarica del Mälarsjukhuset Hospital di Eskilstuna. Per migliorare la capacità dei pazienti di gestire la propria malattia nel 2010 in una contea del Paese è stato deciso di valutare l’utilità di un tablet, chiamato Optilogg. Si tratta di un tablet pre-programmato con una sorta di bilancia che fornisce info sull’insufficienza cardiaca, registra il peso corporeo e i sintomi e dà indicazioni sui diuretici da assumere. Se lo strumento rileva un peggioramento dell’insufficienza cardiaca, al paziente viene segnalato di aumentare la dose di diuretici. Se l’aumento di peso è superiore a un range pre-determinato, i pazienti devono contattare il centro di riferimento. Lo studio ha incluso 32 pazienti provenienti da quattro centri clinici. Ebbene, il lavoro ha promosso il tablet. “I comportamenti auto-cura dei pazienti sono aumentati del 37% quando utilizzavano Optilogg. Gli infermieri hanno riferito che i malati si sentivano più sicuri e si impegnavano di più nel prendersi cura di se stessi quando usavano lo strumento. Un dispositivo che non ha prodotto più lavoro per gli infermieri stessi – concludono i ricercatori – Il nostro studio dimostra che l’introduzione del tablet nell’assistenza primaria è fattibile e ha il potenziale per aiutare i pazienti con insufficienza cardiaca a gestire meglio la loro malattia“.