Sanità, Usa: oggi il voto alla Camera per abolire l’Obamacare

MeteoWeb

Dopo il clamoroso fallimento del primo tentativo, oggi i repubblicani della Camera sperano di poter portare a compimento la loro crociata di 7 anni contro l’Obamacare. “Abbiamo i numeri, passerà”, ha annunciato la notte scorsa il leader della maggioranza, Kevin McCarthy, dopo l’ennesimo controllo del sostegno alla nuova legge con cui si intende abolire gran parte dell’Affordable Care Act. La fiducia ostentata da McCharty, però, non impedirà al voto di essere sul filo del rasoio: anzi, secondo ‘Politico’, non è ancora del tutto certo che lo Speaker Paul Ryan abbia veramente in tasca i 216 voti necessari a far passare la misura, considerando che 18 deputati repubblicani hanno già dichiarato pubblicamente che intendono votare no. Questo lascia lo spazio per ben poche defezioni tra la ventina di deputati ancora indecisi.
La svolta che ha portato alle dichiarazioni ottimiste c’è stata quando è stato inserito un emendamento che aggiunge 8 miliardi al pacchetto per proteggere i costi assicurativi per le persone con le ‘pre-existing conditions’, le malattie precedenti alla stipula del contratto, che prima dell’Obamacare le assicurazioni usavano per negare l’assistenza ai malati. Per ottenere il sostegno degli ultra conservatori, che con la loro opposizione nelle scorse settimane avevano fatto naufragare il primo testo della legge per la quale si era personalmente speso Donald Trump, il testo attuale è stato disegnato in modo da smantellare in modo ancora più drastico del primo l’Obamacare, comprese quindi anche le existing conditions, una delle misure più popolari della riforma sanitaria che, va ricordato, da quando è sotto attacco è sostenuta dalla maggioranza degli americani.
Salvo poi rendersi conto che ci era spinti troppo oltre: “Bisogna che il nostro testo sia forte sulle pre-existing condition come l’Obamacare, stiamo lavorando per aggiustarlo”, ha detto Fred Upton, il deputato del Michigan che ha presentato l’emendamento dopo un incontro con Trump nello Studio Ovale. Un incontro che prova come anche questa volta il presidente sia tornato a spendersi personalmente per arrivare finalmente a fare un passo avanti verso una delle sue principali promesse elettorali, cioè l’abolizione dell’Obamacare.
L’approvazione di oggi alla Camera rappresenterebbe una vittoria politica importante, soprattutto dal punto di vista simbolico, dal momento che arriverebbe solo poco dopo la scadenza fatidica dei 100 giorni, ma sarebbe solo il difficile inizio di un percorso tutto in salita. Al Senato, infatti, non solo i democratici ma anche diversi repubblicani hanno già annunciato l’opposizione a gran parte del testo che i colleghi della Camera oggi dovrebbero approvare.
Anche le associazioni dei medici americani, insieme a 10 che invece rappresentano i diritti dei pazienti, compresa l’American Heart Association e l’American Cancer Society, hanno ribadito la loro opposizione al testo di legge. “Nessuno degli aggiustamenti legislativi che si stanno considerando allontana il serio pericolo per i pazienti ed il sistema sanitario”, ha dichiarato Andrew Gurman, presidente dell’American Medical Association. E se per il leader dei democratici al Senato, Charles Schumer, l’emendamento di Uptown è come “uno sciroppo per la tosse ad un malato di cancro”, l’associazione Family Usa afferma che questi 8 miliardi di dollari fanno ben poco per migliorare la situazione delle persone ad alto rischio medico che potrebbero perdere la copertura sanitaria con questa nuova legge.
Secondo le stime del Congressional Budget Office, il testo originale della legge, che prevede 100 miliardi di fondi per gli Stati, destinati ad aiutare gli americani a pagare per l’assistenza sanitaria tra il 2018 e il 2026, rischia di lasciare 24 milioni di persone senza copertura. (AdnKronos)