Spazio: ESO firma i contratti per il gigantesco specchio primario di ELT

MeteoWeb

I contratti per la fabbricazione dello specchio primario del telescopio ELT (Extremely Large Telescope) dell’ESO, di 39 metri di diametro, sono stati firmati oggi al quartier generale dell’ESO vicino a Monaco di Baviera. La ditta tedesca SCHOTT produrrà i blocchi di vetroceramica per i vari segmenti di specchio, mentro la ditta francese Safran Reosc li luciderà, monterà e verificherà in opera. Il contratto per la lucidatura degli specchi è il secondo più grande per la costruzione dell’ELT e il terzo più grande mai assegnato dall’ESO.

L’esclusivo sistema ottico dell’ELT (Extremely Large Telescope) dell’ESO è formato da cinque diversi specchi, ciascuno dei quali rappresenta una sfida tecnica e ingegneristica non indifferente. Lo specchio primario da 39 metri di diametro, che sarà composto da 798 diversi segmenti esagonali, ciascuno largo circa 1,4 metri, sarà di gran lunga il pìu grande mai costruito per uno specchio ottico. Combinati insieme, i vari segmenti raccoglieranno decine di milioni di volte la luce raccolta dall’occhio umano [1].

I contratti per la fabbricazione e per la lucidatura dei segmenti dello specchio primario dell’ELT sono stati firmati oggi dal Direttore Generale dell’ESO, Tim de Zeeuw, e da dirigenti della SCHOTT e della Safran Reosc, una filiale della Safran Electronics & Defense, in presenza di personale scelto dell’ESO. Il primo contratto è stato firmato con la SCHOTT da Christoph Fark, Vice presidente esecutivo per l’ottica avanzata, e da Thomas Westerhoff, Direttore strategico per la commercializzazione di Zerodur. Il secondo contratto invece è stato firmato con la Safran Reosc dall’Amministratore Delegato Philippe Rioufreyt.

Tim de Zeeuw ha espresso la propria soddisfazione per i progressi dell’ELT: “Queste due settimane sono state straordinarie! Abbiamo visto la fusione dello specchio secondario di ELT e, venerdì scorso, abbiamo avuto il privilegio della presenza della Presidentessa del Cile, Michelle Bachelet, alla cerimonia per la posa della prima pietra dell’ELT. E ora due delle aziende europee all’avanguardia nel mondo in questo campo iniziano a lavorare sull’enorme specchio primario del telescopio, forse la sfida più grande di tutte!

I 798 segmenti esagonali che compongono lo specchio primario di ELT saranno prodotti con il materiale vetroceramico a bassa espansione Zerodur® [2] dalla ditta SCHOTT, che si è già aggiudicata i contratti per la produzione del gigantesco secondario e dello specchio terziario. Anche lo specchio quaternario, sottile e deformabile, dell’ELT sarà dello stesso materiale: il substrato di vetroceramica è attualmente in produzione.

Una volta prodotti i substrati di vetroceramica, questi verranno passati a Safran Reosc, per progettare le interfacce di montaggio, lavorare otticamente e lucidare i segmenti, integrarli sul supporto e verificare la superficie ottica prima della consegna. Durante il processo di lucidatura, ogni segmento verrà lavorato otticamente fino a raggiungere irregolarità superficiali non più grandi di 10 nanometri – non più di una coccinella se il segmento fosse grande come l’intera Francia.

Per poter consegnare così tanti segmenti finiti in sette anni, la Safran Reosc produrrà fino a uno specchio al giorno, nel suo picco produttivo. Un impianto dedicato verrà costruito nella sede di Poitiers, specializzata nella produzione di apparecchiature di alta tecnologia ottica e optoelettronica [3].

Il nuovo contratto con Safran Reosc è il secondo maggior contratto per la costruzione di ELT e il terzo più grande mai firmato da ESO [4]. La Safran Reosc progetterà, luciderà e verificherà lo specchio secondario e il terziario dell’ELT e ora sta producendo il guscio sottile (2 mm di spessore) e deformabile che farà parte del quarto specchio dell’ELT.

Sia la SCHOTT che la Safran Reosc vantano una lunga e riuscita collaborazione con l’ESO. Insieme hanno fabbricato molti componenti ottici, tra cui lo specchio primario da 8,2 metri dei quattro UT (Unit Telescope, o telescopi principali) del VLT (Very Large Telescope) dell’ESO.

La costruzione dell’ELT è in corso sul Cerro Armazones vicino all’Osservatorio del Paranal dell’ESO nel Cile settentrionale. La prima luce è prevista per il 2024.

Note

[1] I segmenti dello specchio primario di ELT verranno installati su una struttura di supporto unica e dotati di sensori del bordo – i più accurati mai usati per un telescopio – che controlleranno costantemente l’ubicazione di ogni segmento rispetto ai vicini e permetteranno così di farli funzionare insieme per produrre una sistema ottico perfetto.

[2] Lo Zerodur® è un materiale sofisticato che ha un’espansione termica quasi nulla anche quando soggetto a grandi fluttuazioni di temperatura, è resistente dal punto di vista chimico e può essere lavorato otticamente con altissima precisione. Lo strato riflettente, di alluminio o argento, verrà vaporizzato sulla superficie levigatissima appena prima di mettere in funzione il telescopio. Molti ben noti telescopi con specchi di Zerodur®, tra cui il VLT (Very Large Telescope) dell’ESO in Cile, lavorano affidabilmente da decenni.

[3] Verranno prodotti e lucidati in totale 931 segmenti, tra cui un gruppo di 133 previsto per la manutenzione. Ciò permetterà di rimuovere,  sostituire e pulire a turno i vari segmenti una volta che l’ELT entrerà in funzione.

[4] Gli altri due contratti sono quello per la cupola e la struttura di supporto dell’ELT e quello per le antenne europee di ALMA.