Staminali, Revert: al via il trial fase I con cellule cerebrali contro la sclerosi multipla

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L’uso di cellule staminali cerebrali umane per battere la sclerosi multipla sembra aver conquistato gli scienziati italiani. In vista della Giornata mondiale della sclerosi multipla del 31 maggio, Revert Onlus – l’Associazione fondata nel 2003 per finanziare, promuovere ed incentivare la ricerca sulle cellule staminali cerebrali ed avviare la sperimentazione clinica sull’uomo per trovare una cura alle malattie neurodegenerative – annuncia infatti la presentazione della sperimentazione clinica di fase I sulla sclerosi multipla con trapianto di cellule staminali celebrali umane. Un annuncio che segue quello di ieri sulla prima infusione di cellule neuronali in un malato di sclerosi multipla dal team dell’Irccs ospedale San Raffaele di Milano. L’avvio della sperimentazione ‘targata’ Revert onlus verrà presentato nel corso di un incontro in programma il 7 giugno su ‘Staminali cerebrali e sclerosi multipla: obiettivo vita’, a Roma presso Palazzo Giustiniani promossa da Monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e presidente di Revert Onlus, da Angelo Vescovi, direttore scientifico di Revert Onus e Irccs Casa Sollievo della Sofferenza Opera di San Pio da Pietrelcina, e dal dottor Domenico Crupi, direttore generale Irccs Casa Sollievo della Sofferenza Opera di San Pio da Pietrelcina. “In Italia, ogni tre ore, viene diagnosticato un nuovo caso di sclerosi multipla. I pazienti colpiti sono prevalentemente giovani fra i 20 e i 40 anni. Per la sclerosi multipla, come per la stragrande maggioranza delle malattie neurodegenerative non esistono terapie risolutive. L’unica speranza è la ricerca”, afferma Vescovi. “Aifa e i Comitati etici hanno approvato la richiesta di poter procedere con una sperimentazione clinica di Fase 1 mirata allo sviluppo di una terapia cellulare per la sclerosi multipla secondaria progressiva. La ricerca deve continuare ad essere considerata l’alleato più prezioso per trovare una cura alle malattie neurodegenerative e restituire così la speranza di guarigione alle persone malate che affrontano malattie progressive e invalidanti”.