Tecnologia, esperto: “State attenti alle app! Nessuno è al sicuro”

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State attenti alle app! Nessuno è al sicuro: si va dai sistemi informatici dei governi al computer e ai telefonini di casa. Passando per multinazionali, banche, borse, giornali e ospedali“: lo dichiara in un’intervista al Fatto Umberto Rapetto, fondatore del Gat (Gruppo anticrimine tecnologico) della Guardia di Finanza. “Nelle guerre convenzionali combattevano solo i grandi eserciti. Oggi anche una sola persona può mettere in ginocchio un’intera Nazione: i pirati digitali non sono più le figure mitiche e romantiche di un tempo, ma hanno una connotazione venale e sono pronti a lavorare per criminalità e servizi segreti“. Per difendersi le imprese dovrebbero, secondo l’esperto, “dare priorità agli investimenti nella formazione, ancor prima di spendere in apparecchiature e in software che invecchiano in un battito di ciglia. Le verifiche dell’eventuale vulnerabilità deve essere effettuata seriamente, i penetration test non devono essere “combinati” pur di ottenere certificazioni o coperture assicurative. Le soluzioni cloud dovrebbero essere collaudate e poi, a guardare gli utenti, si potrebbe evitare l’uso promiscuo di dispositivi aziendali (smartphone e tablet) che vengono utilizzati per i giochi o dati ai figli“.

Le app del cellulare – sottolinea l’esperto – sono il nostro tallone d’Achille. Le riteniamo gratuite ma rubano la nostra privacy, accedendo alla rubrica, ai messaggi, alla posta elettronica, alle foto: entrano nella nostra vita, costruiscono collegamenti e relazioni, ci catalogano conoscendo gusti e opinioni, preparando un nostro futuro dossier.” “Installiamo solo le app effettivamente necessarie, riducendone l’invasività. Teniamo aggiornato il sistema operativo dei nostri dispositivi elettronici e i programmi antivirus. Salviamo periodicamente i file eseguendo il back-up di dischi e supporti di memorizzazione. Cambiamo sovente le password ed evitiamo di effettuare navigazioni online ‘pericolose e di scaricare software non garantiti“.