Terremoto: 6.500 umbri in autonoma sistemazione

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“E’ la Protezione civile ad esercitare la gestione della fase emergenziale del dopo sisma. Una fase che ha previsto uno spettro ampio di interventi accompagnati da risorse economico-finanziarie. A parte le tende delle prime ore, i moduli container collettivi, dove ci sono attualmente circa 500 persone, i Mapre dove ci sono oltre 120 persone, le Sae, dove ci sono circa 280 persone, e negli alberghi, dove ci sono 856 persone”: lo ha detto stamani in consiglio regionale la presidente della giunta, Catiuscia Marini, rispondendo a un’interrogazione dei Cinquestelle. “In questo quadro – ha aggiunto Marini – c’e’ anche il contributo dell’autonoma sistemazione, che puo’ arrivare anche a 1.000 euro. Ne usufruiscono circa 2.800 famiglie, per un totale di oltre 6.500 cittadini“.

Il contributo “deve essere utilizzato per casa in affitto, altra casa di proprieta’, casa in prestito, anche case autonome conformi alla normativa”. La stessa presidente ha spiegato che “anche nel 1997 non sono mai stati consentiti provvedimenti in deroga alle normative edilizie, urbanistiche, ambientali e paesaggistiche. Queste deroghe sono previste per tutti gli interventi che invece effettua il Dipartimento di protezione civile. Quindi ci sono norme ad hoc emergenziali anche di tipo urbanistico edilizio per i container, per le Sae e per i Mapre di cui ci siamo avvalsi e di cui i Comuni si stanno avvalendo per l’individuazione delle aree. Le eventuali sistemazioni in casette provvisorie devono essere autorizzate, quindi devono rispettare le normative edilizie, urbanistiche e ambientali e paesaggistiche e di parco, in quanto la deroga e’ in capo esclusivamente al sistema di protezione civile. Le deroghe sono sulle procedure, sulla tempistica, non sono sulla violazione delle norme urbanistiche edilizie e paesaggistiche, cioe’ – ha concluso Marini – sono delle procedure semplificate, tanto che anche le Sae sono sottoposte a autorizzazione di tutti gli organi preposti”.