Sono ancora almeno trenta le farmacie alloggiate in bungalow o container dopo le scosse di terremoto che hanno colpito Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. A loro e a tutti i titolari terremotati del centro Italia e’ andato il premio ‘Farmacista dell’anno’, attribuito dalla giuria di Cosmofarma Exhibition e consegnato dalla presidente di Federfarma, Anna Rosa Racca. Lo rende noto l’associazione sul suo sito. Anche se l’emergenza e’ ormai alle spalle, la situazione continua a rimanere precaria, per via i ricavi piu’ che dimezzati, frutto di sfollamenti e trasferimenti, come ha ricordato Luca Giuseppetti, titolare di farmacia a Caldarola (Macerata), a cui e’ stato consegnato il riconoscimento, con ci e’ voluto “premiare l’impegno, l’abnegazione e lo spirito di sacrificio con cui le farmacie hanno continuato ad assistere la popolazione, pur in condizioni di precarieta’ ed emergenza”.
Anche se tutte le farmacie dei paesi colpiti hanno di nuovo il loro tetto o una sistemazione stabile, per questi titolari di farmacia il futuro resta incerto. Nelle Marche sono 15 quelle ancora alloggiate in container o bungalow, 7-8 in Abruzzo, 4 in Umbria e 3 nel Lazio, e i bacini di utenza largamente ridotti rispetto al normale. “Da queste parti i paesi del cratere del terremoto hanno perso oltre la meta’ degli abitanti, che ora stanno sulla costa”, riferisce Giancarlo Visini, presidente di Federfarma Abruzzo. “Ci sono piccoli centri che ora hanno per abitanti solo gli anziani, che non sanno dove andare – aggiunge Augusto Luciani, presidente di Federfarma Umbria – e i ricavi delle farmacie ne hanno risentito pesantemente. Abbiamo cercato di correre ai ripari avviando tra gli iscritti dell’Unione regionale una sottoscrizione, ma e’ evidente che non basta”.
Ad Amatrice e Accumoli, rileva il vicepresidente di Federfarma Lazio, Pierluigi Cortellini, “e’ rimasto non piu’ del 30% della popolazione originaria. I fatturati non sono scesi nella stessa misura, forse per l’allargamento di esenzioni e gratuita’ stabilito nei mesi scorsi dalla Regione e la presenza di tanti tecnici della ricostruzione. Ma il domani e’ appeso a un filo”.


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