Terremoto: commozione degli italo-canadesi per la visita di Trudeau ad Amatrice

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Doppio orgoglio, italiano e canadese, e tanta commozione. Dall’Italia al Canada in cerca di lavoro, oggi diversi italo-canadesi hanno deciso di venire ad Amatrice per incontrare il premier Justin Trudeau, in visita al comune distrutto dal sisma. Ci sono Marcella e Giuseppe, 43 anni di un matrimonio nato in Canada. Laziale lei, lasciò l’Italia a soli 11 anni con tutta la famiglia in cerca di lavoro. Siciliano lui, via dalla sua terra a 14 anni, nel 1968 con il violento terremoto che scosse il Belice, e non riesce a trattenere le lacrime guardando le macerie di Amatrice che risvegliano quei ricordi. Oggi vivono un po’ in Italia, un po’ in Canada vicino Toronto e parlano di Trudeau padre come dell’uomo che “ha messo il Canada sulla mappa” e che “ha fatto tanto per gli italiani emigrati“. Il Canada, dicono Marcella e Giuseppe, “è un Paese generoso con tutte le nazioni e in particolare con l’Italia che ha mandato gli uomini e le donne che hanno costruito il paese, come dimostra la statua loro dedicata al centro di Toronto“. E c’è Mario che riesce a fermare il premier canadese per farsi autografare una copia del libro “Lifting The shadow of the War” di Pierre Elliot Trudeau, padre di Justin e “padre del multiculturalismo – dice Mario – Oggi ho detto a Justin Trudeau ‘tuo padre è stato grande, come il figlio, e che il mondo avrebbe bisogno di più Trudeau“. Un legame, quello tra Italia e Canada, ricordato anche dal sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi che ha definito la visita di Trudeau “un gesto di riconoscimento alle donne e agli uomini che sono partiti, come si dice da noi ‘con una scarpa e una ciavatta’ e poi hanno contribuito a rendere grande un paese” un “simbolo importante che mi auguro stimoli tutti a fare meglio“. Il primo cittadino ha ricordato anche il suo recente viaggio in Canada “invitato dalla nostra comunità” e il pranzo con Sergio Marchionne “che ringrazio perché la Ferrari realizzerà la scuola”.