“Sfatare il mito che la religione abbia paura della scienza: la ricerca della verità conduce a Dio“. Con questa assicurazione, padre Guy Consolmagno, planetologo gesuita e direttore della Specola Vaticana, annuncia nell’Aula Giovanni Paolo II in Vaticano il convegno astronomico internazionale che da domani a venerdì vedrà riuniti i massimi esperti scientifici dell’universo e delle leggi del cosmo, nella sede di Castel Gandolfo. Tra i temi che saranno in particolare al centro delle relazioni e del dibattito scientifico: i buchi neri, le onde gravitazionali, l’atomo originario nel Big-Bang e il rapporto spazio-tempo, mettendo a confronto anche la fisica quantistica con la teoria della relatività generale. “Nessuna preclusione ideologica, soltanto analisi scientifica facendo affidamento sull’onesta ricerca della verità – afferma padre Gabriele Gionti, cosmologo gesuita della specola Vaticana – ed evitando le contorsioni tra il concetto di inizio dell’universo che è tutto scientifico e il concetto di origine dell’universo che ha invece forti implicazioni teologiche“. Al convegno della Specola Vaticana ci si confronterà sulle più importanti questioni aperte della cosmologia e dell’astrofisica moderna. “Cosa accade se si cade dentro un buco nero? Qual è il destino ultimo del cosmo? Cosa è successo nei primi istanti del Big-Bang?“: queste alcune domande che saranno al centro delle discussioni a cui parteciperanno scienziati, cosmologi e premi Nobel per la fisica. “Uno degli scopi della conferenza è creare un ambiente adatto alla nascita di nuove idee e direzioni di ricerca nella cosmologia contemporanea – spiegano gli organizzatori – La recente rivelazione delle onde gravitazionali ha aperto una nuovo scenario nel nostro modo di vedere l’universo ed ha anche stimolato nuove speculazioni sulla vera natura delle singolarità dello spazio-tempo“. Il convegno intende anche celebrare la figura di monsignor George Lemaitre a 50 anni dalla sua morte. Lemaitre fu direttore dell’Accademia Pontificia, sacerdote e cosmologo, fu il primo a spiegare il moto di recessione delle galassie come un effetto dell’espansione dell’Universo, risolvendo le complesse equazioni della teoria della relatività generale di Albert Einstein; e divenne famoso per la sua teoria dell’atomo originario, poi passata alla storia scientifica come ‘Big-Bang’.
Vaticano, Specola: la religione non ha paura della scienza


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?