Aerospazio, Rotundi: la prof napoletana tra i responsabili della missione spaziale Rosetta

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“L’esperienza del lancio della sonda spaziale Rosetta nel 2004 e’ stata unica, il suo viaggio interplanetario e’ durato dieci anni. L’Universita’ Parthenope ha avuto un ruolo centrale, poiche’ dal 2010 l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) mi ha nominato ‘Principal Investigator’, cioe’ responsabile dello strumento GIADA, uno degli 11 strumenti montati a bordo della sonda Rosetta“. A Il velino, la prof. Alessandra Rotundi, Ordinario di Astronomia e Astrofisica dell’Universita’ degli Studi di Napoli Parthenope, la Rotundi e’ stata tra i responsabili della missione spaziale Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea.

Siamo 11 referenti in tutto il mondo – ha aggiunto – di cui due italiani, io ed un collega dell’INAF-Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali di Roma“. “La missione ci ha permesso di fare una scoperta importante – ha spiegato in parole semplici la prof – , abbiamo isolato il materiale primordiale, quei ‘mattoncini primordiali’, che aggregandosi 4,5 miliardi di anni fa hanno formato i corpi del sistema solare, fatti di silicati, solfuri e materiale organico. Quest’ultimo insieme all’acqua, presente sulle comete in forma di ghiaccio, e all’energia scaturita dall’impatto di numerose comete sul nostro pianeta, durante la fase di “grande bombardamento cometario(3,9 miliardi di anni fa), potrebbero aver generato la vita sulla Terra“.

Meno di dieci righe per la teoria che vede le comete protagoniste dell’insorgere della vita sulla Terra e la religione? “Con la scienza si e’ arrivati a descrivere i primi istanti di vita dell’Universo, ma il prima? E’ li’ che ognuno di noi puo’ scegliere di credere eventualmente ad una presenza sovrannaturale – ha chiarito – indipendentemente da come ognuno la voglia chiamare. Molto si puo’ spiegare con la fisica fino al Big Bang, ma per spiegare come e perche’ si trovasse li’ quella materia da cui tutto ha avuto origine e come si possa definire il “fuori da quel punto del tutto”, si possono seguire ragionamenti che sfociano nella filosofia o in atti di fede“.

Per il futuro l’Universita’ Parthenope sara’ ancora protagonista di due importanti missioni dell’Agenzia Spaziale Europea: “il Prof. Palumbo – ha annunciato – ha la responsabilita’ della videocamera ad alta risoluzione a bordo della sonda BepiColombo, che sara’ lanciata alla volta di Mercurio nel 2018, e della videocamera prevista per la missione JUICE verso Giove, in questo caso per il lancio dobbiamo aspettare il 2022“. Un percorso di studi difficile, ma c’e’ spazio per chi ha passione: “In Italia spesso dobbiamo sudare piu’ dei nostri colleghi stranieri per poter superare difficolta’ organizzative o finanziarie. Nell’ambito in cui svolgo la mia attivita’ di ricerca e’ spesso complicato procedere, noto che all’estero il percorso per raggiungere determinati risultati e’ piu’ lineare. Io pero’ credo che la tenacia, uniti ad una buona preparazione e alla passione pagano sempre. Io avevo la possibilita’ di trasferirmi a Parigi, subito dopo la laurea, ma non l’ho fatto, sono stata ripagata e sono soddisfatta di lavorare nel mio paese. Il mio posto e’ qui. Consiglio sempre a tutti gli studenti di non cedere mai – ha concluso la Rotondi – e inseguire sempre i loro sogni con impegno e sacrificio”.