Catalogna, a Madrid si attende una “tensione” crescente sul referendum

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La vice presidente del governo spagnolo Soraya Saenz de Santamaria si attente una “tensione” crescente e provocazioni dei separatisti di Catalogna che intendono organizzare un referendum sull’autodeterminazione, nel prossimo mese di ottobre, senza il consenso di Madrid. “Dobbiamo prepararci a una strategia di tensione da parte della Generalitat (l’esecutivo catalano, ndr) e dei partiti indipendentisti”, ha dichiarato Soraya Saenz de Santamaria alla televisione pubblica Tve. La vice presidente si è vista affidare un “processo di dialogo” nella grande regione del Nord-Est, che rappresenta circa un quinto della ricchezza del Paese e che è guidata dai separatisti da fine 2015. Il suo tentativo, però, non ha riscosso molto successo.

Il presidente catalano Carles Puigdemont, venerdì, ha annunciato la tenuta unilaterale di un referendum per l’autodeterminazione il prossimo primo ottobre, nonostante il veto di Madrid e il divieto da parte della Corte Costituzionale. Puigdemont deve ancora formalmente convocare il referendum, cosa che potrebbe valere l’apertura di un procedimento giudiziario nei suoi confronti, e non può contare sul sostegno di gran parte della sinistra catalana, che preferirebbe evitare una guerra frontale con Madrid. “Hanno bisogno di creare tensione per serrare le file”, ha commentato la vice presidnete De Santamaria. “Lo Stato non permetterà che questo referendum abbia luogo, perché è contrario alla democrazia e va contro i diritti dell’insieme dei catalani e del resto degli spagnoli”.