Un’altra incredibile ondata di calore nei giorni scorsi è riuscita a spingersi fino al cuore del mar Glaciale Artico, risalendo il mare di Groenlandia, tanto che l’isoterma di +10°C alla quota di 850 hpa (circa 1400 metri) ha raggiunto gli 85° di latitudine nord, molto più a nord di Capo Morris Jesup, nella parte più settentrionale della Groenlandia. Questa incredibile ondata di calore, in grado di sfondare in piena zona artica, stavolta non è partita dalle latitudini sub-tropicali. Difatti il flusso di aria calda che è risalito sul mare di Groenlandia è partito direttamente dalla Lapponia e dalle regioni dell’estremo nord della Norvegia, dove nei giorni scorsi ha stazionato una massa d’aria particolarmente calda, ulteriormente surriscaldata nei bassi strati sia dall’intensa insolazione di giugno che dalle “Subsidenze atmosferiche” tipiche dei regimi anticiclonici.
Tale bolla di aria calda, che per vari giorni ha stazionato sul territorio lappone, in seguito è stata risucchiata verso nord-ovest, in direzione del mare di Groenlandia e della Groenlandia nord-orientale, dalla ventilazione sud-orientale che si è attivata sul bordo più settentrionale di un promontorio anticiclonico che si è esteso sino al mar di Norvegia. La persistenza di questa intensa onda di calore, che si è poi isolata sul nord della Scandinavia, ha favorito un notevole aumento del geopotenziale in quota associato al promontorio anticiclonico di origini dinamiche che si è esteso con la propria “cresta” fino al mar di Norvegia.
Anzi proprio durante lo scorso weekend lungo i margini occidentali del solido anticiclone sul mar di Norvegia, caratterizzato da un massimo di geopotenziale in quota determinato dall’”avvezione di spessore” che nei giorni scorsi si è realizzata a ridosso delle coste norvegesi, si è attivata una significativa avvezione di aria calda, caratterizzata da isoterme davvero elevate per la latitudine a 850 hpa, che ha contribuito a pilotare verso il nord-est della Groenlandia masse d’aria molto miti. Osservando le mappe delle isoterme alla quota di 850 hpa si notava l’afflusso di una lingua di aria molto più mite, nella libera atmosfera, che ha spinto l’isoterma di +9°C +10°C in piena regione artica, dove le temperature, sia in quota che nei bassi strati, hanno subito un brusco aumento, portandosi su valori largamente positivi su quasi tutto il territorio groenlandese, con l’afflusso delle tiepide correnti da SO e S-SO.
Vedere simili isoterme a 850 hpa nel cuore del mar Glaciale Artico è davvero molto raro, oltre che letale per i ghiacci del Polo Nord. Questa imponente avvezione di aria calda, che ha risalito il bordo occidentale del promontorio anticiclonico presente a ridosso del mar di Norvegia, con moderate correnti da SO e S-SO, persistendo per diversi giorni ha determinato una forte anomalia termica positiva che si ripercuoterà fra il mare di Groenlandia e le coste orientali di quest’ultima, con valori di oltre i +8°C +10°C superiori rispetto alle medie per il periodo. Tali anomalie si estenderanno fino alle Svalbard, le quali fungeranno un po’ da spartiacque con il resto del mar Glaciale Artico, che essendo coperto dal ghiaccio subirà ancora gli effetti dell’”Albedo”.
Le temperature dell’aria positive faranno fondere gli ultimi mucchi di neve presenti sulle coste nord-orientali groenlandesi, dove nei prossimi giorni potrà piovere con temperature sui +6°C +7°C. L’aumento termico però rischia di accelerare ulteriormente la fusione del ghiaccio marino ancora presente poco a nord delle coste settentrionali della Groenlandia. Ma l’Artico, nelle prossime settimane, rischia di subire nuovi pesanti attacchi caldi anche dalle terre siberiane, che in questi giorni si stanno sensibilmente riscaldando, a causa del continua soleggiamento e del massiccio surriscaldamento delle steppe e delle aree desertiche dell’Asia centrale, che favorisce l’isolamento di masse d’aria sempre più calde, continentalizzate, pronte a spingersi fin sul mare Glaciale Artico non appena s’instaura un promontorio anticiclonico dinamico disteso lungo i meridiani.
Queste avvezioni calde, spesso ben strutturate anche alle quote superiori della troposfera, assottiglieranno la figura del vortice polare che manterrà il proprio baricentro principale attorno le coste della Siberia occidentale, con una profonda depressione colma di aria gelida, e un minimo di geopotenziale in quota, posizionati sul mar di Kara, a ridosso della penisola di Jamal.


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