Foligno: successo per il convegno sul tema “Ricostruire, recuperare ed adeguare il patrimonio edilizio con tecniche e tecnologie ad elevata sicurezza sismica”

Ricostruzione, moderne tecniche e tecnologie antisismiche, conservazione e sicurezza, questi sono stati i temi del convegno «Ricostruire, recuperare ed adeguare il patrimonio edilizio con tecniche e tecnologie ad elevata sicurezza sismica», tenutosi all’Auditorium San Domenico di Foligno il 18 maggio. L’evento è stato organizzato dall’associazione internazionale ASSISi (Anti-Seismic Systems International Society), dall’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), dall’associazione nazionale GLIS (GLIS – Isolamento ed altre Strategie di Progettazione Antisismica), dall’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (PPC) della Provincia di Perugia, dall’Ordine dei Geologi della Regione Umbria e dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Perugia. È stato interamente sponsorizzato dalla società DOMUS (rappresentata nel GLIS) ed è stato patrocinato dall’ANTEL (Associazione Nazionale Tecnici Enti Locali), dal Comune di Foligno, dal Consiglio Nazionale dei Geologi, dalla Regione Umbria e dall’Università degli Studi di Perugia. Si è poi avvalso della collaborazione del Comitato Civico «Terra Nostra – 2016» del Comune di Accumoli, cittadina in Provincia di Rieti distrutta dal terremoto di Amatrice del 24 agosto 2016 (con ulteriori distruzioni in occasione del terremoto di Norcia del successivo 30 ottobre). Il convegno è stato rivolto, in particolare, ai professionisti del settore: ingegneri, architetti, geologi ed amministratori interessati alla ricostruzione in sicurezza sismica.

2L’obiettivo dell’evento è stato, però, duplice:

  1. fornire adeguate informazioni per un’adeguata ricostruzione del patrimonio edilizio distrutto o quantomeno danneggiato da terremoti (come, ma non solo, quelli che hanno colpito l’Italia Centrale dal 24 agosto 2016, il successivo 30 ottobre, fino ai quattro eventi dell’Aquilano del 18 gennaio 2017), ove, per “adeguata ricostruzione”, si intende la capacità di assicurare, grazie all’uso di moderne tecnologie antisismiche (Cuciture Attive Murarie o CAM®, ecc.), di strutture in legno e di moderni sistemi antisismici (isolamento sismico, dissipazione d’energia, ecc.), interventi di recupero che portino anche, quantomeno, ad aumentare significativamente la sicurezza sismica;
  2. promuovere, più in generale, una corretta prevenzione sismica, grazie ad adeguati interventi sull’esistente non ancora colpito dai recenti terremoti, con un uso esteso delle suddette tecnologie e dei suddetti sistemi, oltre che grazie all’adozione di tali tecnologie e sistemi per le nuove costruzioni previste.

L’incontro, durato l’intera giornata, è stato completamente gratuito ed ha fornito Crediti Formativi Professionali (CFP): 6 agli ingegneri ed ai geologi ed 8 agli architetti. I lavori sono stati coordinati dall’Ing. Massimo Forni e dal Dott. Giordano-Bruno Arato, coautori di questo articolo (il Dott. Arato aveva organizzato l’evento assieme al P.I. Bruno Spadoni, socio del GLIS, per conto della società DOMUS).

Sono anzitutto intervenuti il Dott. Nando Mismetti (Sindaco di Foligno), il Dott. Geol. Filippo Guidobaldi (Presidente dell’Ordine dei Geologi della Regione Umbria) e l’Ing. Raul Durante (Presidente del Comitato Civico «Terra Nostra – 2016» del Comune di Accumoli), con alcune osservazioni di carattere generale, oltre ad indirizzi di saluto ai partecipanti. In particolare, l’Ing. Durante ha ricordato quanto avvenuto ad Accumoli, dove anche la casa della sua famiglia è stata distrutta dal terremoto del 24 agosto 2016, ed ha riassunto le azioni intraprese dal Comitato Civico da lui fondato per una corretta ricostruzione, che preveda anzitutto adeguati studi geologici, per verificare “dove” e “come” sarà effettivamente possibile ricostruire in sicurezza (onde evitare che gli edifici crollino nuovamente in occasione di un futuro nuovo terremoto significativo).

I lavori si sono articolati in due sessioni (una la mattina e l’altra nel pomeriggio), presiedute:

  • la prima dai già citati Ing. Forni e Dott. Geol. Filippo Guidobaldi;
  • la seconda dal Ing. Paolo Clemente (Centro Ricerche ENEA della Casaccia, socio GLIS ed ASSISi ) e dal Prof. Dott. Geol. Sergio D’Offizi (già dirigente ENEL responsabile della localizzazione di centrali nucleari e docente a contratto di Sismotettonica alle Università degli Studi di Perugia e Roma III, esperto del Comitato Civico «Terra Nostra – 2016» del Comune di Accumoli).

Le relazioni sono state tenute da noti esperti, in parte aderenti al GLIS (ed alcuni anche all’ASSISi). Più precisamente, sono intervenuti, nell’ordine:

  • nella prima sessione l’Ing. Sandro Costantini (Dirigente del Servizio Rischio Sismico e Programmazione Interventi sul Rischio Idrogeologico della Regione Umbria), il D Ing. Alessandro Martelli (primo autore di questo articolo), il Dott. Lauro Chiaraluce (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV), il Prof. Dott. Massimiliano Barchi (Direttore del Dipartimento di Fisica e Geologia della Università degli Studi di Perugia), il già citato Dr. Ing. Clemente, il Prof. Ing. Antonello Salvatori (Università degli Studi de L’Aquila e GLIS) e l’Ing. Arch. Federica Farinelli (coautrice di questo articolo);
  • nella seconda sessione l’Ing. Forni (in rappresentanza dell’Ing. Roberto Marnetto, GLIS e De.La.Be.Ch., impossibilitato a partecipare), il Prof. Ing. Antonio Borri (Università degli Studi di Perugia), l’Arch. Bruno Gori, il Prof. Ing. Marco Mezzi (Università di degli Studi Perugia, GLIS ed ASSISi), l’Ing. Alessandro Bianchi (Geacoop e GLIS), l’Ing. Oreste Mammana (Studio Tecnico Oreste Mammana) ed il Ing. Marco Barluzzi (Responsabile delle Sezione Normativa Antisismica e Rischio Sismico della Regione Umbria).

3È da notare che il Dr. Ing. Martelli, nella sua relazione su «Rischio sismico, prevenzione e moderne tecnologie antisismiche», ha illustrato anche le caratteristiche del libro, da lui curato, «Moderne tecnologie di protezione dal terremoto per edifici e impianti di nuova costruzione o esistenti e patrimonio culturale – Normativa, sperimentazione, progettazione, realizzazione, collaudo e monitoraggio sismico», pubblicato a fine aprile di quest’anno da Dario Flaccovio Editore. Tale libro costituisce gli atti, aggiornati (dal Dr. Ing. Martelli) fino a febbraio 2017, del Seminario annuale del GLIS del 2016 («Edifici ed impianti, di nuova costruzione ed esistenti, e patrimonio culturale, protetti dal terremoto grazie a moderne tecnologie – Normativa, sperimentazione, progettazione, realizzazione, collaudo e monitoraggio sismico»), tenutosi a Bologna il 16 settembre 2016. Questo libro sarà presentato dal Dr. Ing. Martelli il prossimo 4 luglio, al «30° Tignano Festival per l’Ambiente e l’Incontro tra i Popoli 2017».

Durante la pausa pranzo del Seminario, è stata poi effettuata una dimostrazione di installazione del Sistema CAM® su un simulacro di muratura e su un telaio in cemento armato, sotto la guida del Geom. Emanuele Farinelli (DOMUS). Alle relazioni è seguita un’interessante discussione. I lavori sono stati chiusi dall’Ing. Forni.

Il Seminario ha riscosso un notevole successo: erano presenti circa 260 persone (tra i quali 85 ingegneri, 110 architetti e 50 geologi). È stata una delle rare volte in cui ingegneri, architetti e geologi hanno partecipato assieme ad un seminario espressamente a tutti loro dedicato, che ha trattato tutti gli aspetti del rischio sismico, dalla pericolosità alla vulnerabilità ed all’esposizione, illustrando soluzioni progettuali ed applicative concrete.

Come ha sottolineato, nella sua relazione (oltre che nel libro succitato), l’Ing. Arch. Farinelli, l’innovazione ripara e protegge la storia. Si tratta di un argomento cardine nella ristrutturazione edilizia e, ancor più, nell’adeguamento o miglioramento sismico di un fabbricato, sia esso sottoposto a vincolo “di conservazione” da parte delle Sovrintendenze italiane oppure no. Solo partendo dal risanamento e/o rafforzamento degli edifici esistenti, del loro scheletro portante, si potrà preservarne la bellezza estetica e, cosa altrettanto (se non più) importante, proteggere il loro contenuto, umano e materiale.

Posto appunto che, per preservare la storia del nostro Paese, è assolutamente necessario preservarne il costruito, laddove ciò sia compatibile con le condizioni geologiche e geotecniche, nonché economiche, e, comunque, con il vincolo prioritario di salvaguardare la vita umana (come ha ben sottolineato anche dal Prof. D’Offizi, sia in occasione della sessione da lui presieduta che durante la discussione), bisogna interrogarsi su come raggiungere questo scopo. L’Ing. Arch. Farinelli ha fatto notare come le tecniche di intervento tradizionali sui fabbricati abbiano dato risultati “marginali”, in quanto trattasi spesso di presidi per interventi locali, che mirano a migliorare il comportamento del fabbricato rispetto ad un solo aspetto della dinamica di collasso, limitandosi, quasi sempre, a garantire la sicurezza solo dal punto di vista statico. Diverso è l’approccio progettuale di sistemi e tecnologie innovativi, che, utilizzati a fianco delle tradizionali tecniche di rinforzo, possono contribuire non solo al miglioramento globale della risposta dei fabbricati alle sollecitazioni sismiche, ma, addirittura, a poter raggiungere l’adeguamento effettivo di tali fabbricati.

I relatori hanno più volte sottolineato che, al di là delle incertezze legate alla pericolosità dei siti ed alla prevedibilità o meno dei terremoti, purtroppo è la vulnerabilità del costruito l’aspetto più preoccupante del rischio sismico nel nostro paese (come ricordato dal Dr. Ing. Martelli e dal Prof. Salvatori, dal 70% all’80% degli edifici esistenti in Italia non è in grado di resistere a terremoti già avvenuti nell’area in cui essi si trovano). Paradossalmente, è proprio la vulnerabilità la componente del rischio sulla quale possiamo concretamente intervenire con tecnologie che sono disponibili da decenni, anche in Italia. Come ha notato il Dr. Ing. Martelli, per “recuperare il tempo perduto” serviranno decenni, ma occorre iniziare ad operare subito, con lo stanziamento, nella Legge di Stabilità, di somme adeguate per la prevenzione (e non solo sismica). Anche l’assicurazione obbligatoria contro il rischio sismico (già proposta) sarebbe utile. Tanto più che, intervenendo dopo il terremoto, si spende il triplo di quanto si sarebbe speso facendolo prima.

Il Dr. Ing. Martelli ha anche ribadito che occorre distinguere, finalmente, tra “antico”  e “vecchio”, demolendo e ricostruendo quest’ultimo con le migliori tecnologie disponibili (vincendo, così, le attuali “ritrosie” di molte Sovrintendenze), e che gli edifici monumentali che non possano essere adeguati (non solo “migliorati”) simicamente non devono più essere utilizzati per ospitare attività che prevedano la presenza di molte persone: in particolare (ma non solo), ciò vale per le scuole (che ospitano il futuro di ogni comunità) e per gli ospedali (che dovrebbero rimanere completamente integri e, quindi, operativi dopo un terremoto, perché devono permettere di curarvi i feriti).

Si è anche ricordato, al convegno, che, in alcuni paesi (USA, Giappone, Nuova Zelanda), accanto all’ingresso degli edifici (almeno a quelli pubblici) sono apposte targhe che avvertono se si sta entrando in un edificio simicamente sicuro o meno: è, questo, un esempio virtuoso che dovrebbe essere seguito anche in Italia, perché l’opinione pubblica ha diritto di sapere se, entrando nell’edificio, sta mettendo a rischio la sua vita o no. E non si tratta certamente di un’operazione difficile da farsi o costosa. Anzi, incentiverebbe la proprietà ad intervenire sul suo edificio, se insicuro, e potrebbe influire sul valore di mercato dell’edificato esistente.

Il tema dominante del convegno è stato, dunque, la prevenzione: occorre pianificare ed intervenire “in tempo di pace”. L’Ing. Costantini a mostrato come a Norcia, dove i normali edifici erano stati ricostruiti o riparati, in generale, abbastanza bene dopo il terremoto delle Marche e dell’Umbria del 1997-98, i crolli abbiano riguardato soltanto le chiese, sulle quali è sempre difficile intervenire (a causa dei troppi vincoli “di conservazione” imposti dalle Soprintendenze), mentre Amatrice e Accumoli sono state in gran parte distrutte.

Per quanto attiene al patrimonio monumentale, l’arch. Gori ha, comunque, mostrato esempi virtuosi di recupero di importanti complessi. Il Prof. Borri, inoltre, ha dimostrato come, anche con poche risorse, sia possibile effettuare miglioramenti sismici che potrebbero risultare di importanza significativa in caso di sisma, specialmente per i beni storici.

Le presentazioni del Dr. Ing. Martelli, del Prof. Salvatori e degli Ingg. Forni e Bianchi hanno sottolineato il fatto che l’isolamento sismico ed anche il Sistema CAM®, pure combinati fra loro, permettono di raggiungere il pieno adeguamento sismico, e con costi competitivi. Gli stessi relatori hanno fatto notare che l’isolamento sismico dovrebbe essere applicato quantomeno a tutti i nuovi edifici strategici e pubblici (non solo scuole ed ospedali, ma anche centri commerciali, chiese, ecc.) che sorgono in zone caratterizzate da elevata sismicità.

Il Dr. Ing. Martelli ed altri  hanno anche messo in rilievo l’importanza, per promuovere la prevenzione:

  • di una corretta comunicazione attraverso i media e di una corretta informazione da parte loro (cioè che i giornalisti parlino e scrivano anche nel caso di terremoti violenti che, in Italia ed in altri paesi, non abbiano provocato vittime e/o gravi danni, non solo “quando c’è il morto”!);
  • del ruolo dei professionisti come interfaccia fra i cittadini (spesso passivi o, addirittura, disinformati) e gli Enti Locali e lo Stato, a cui spetta l’emissione delle norme ed anche la concessione di incentivi.

Molto interessante, infine, su quest’ultimo argomento, è stata la presentazione del Dr. Ing. Barluzzi sul cosiddetto “sisma bonus”, iniziativa che, pur essendo certamente migliorabile, potrebbe pure costituire un potente incentivo per la riduzione della vulnerabilità sismica degli edifici.

Articolo scritto dal Dr. Alessandro Martelli (Presidente GLIS, Vice-Presidente ASSISi, Coordinatore della Commissione Tecnica del Comitato Civico «Terra Nostra – 2016» del Comune di Accumoli, Membro della Commissione Ambiente del Distretto 2072 del Rotary), dal Dott. Giordano-Bruno Arato (Responsabile delle Relazioni Esterne GLIS), dall’Ing. Arch. Federica Farinelli (GLIS e DOMUS) e dall’Ing. Massimo Forni (Centro Ricerche ENEA di Bologna e Segretario Generale GLIS ed ASSISi).