G7 Università: oltre 100 atenei a Udine per il Manifesto per un futuro sostenibile

Sarà il frutto del lavoro, sviluppatosi già oggi a Udine con la giornata inaugurale del G7 University, di oltre 250 “attori” del sistema internazionale della conoscenza il Manifesto “University Education for All”-Azioni per un futuro sostenibile che nella giornata di domani sarà ufficialmente proposto alla comunità scientifica, alle Università, alle organizzazioni culturali d’eccellenza, ai ministeri dell’Istruzione dell’Europa, del Nord America e dell’Asia.

Si è aperto infatti oggi nel capoluogo friulano, alla presenza della ministra dell’Educazione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli, la due giorni di analisi che dovrà indicare cosa potrebbero e dovrebbero fare tutti gli atenei del contesto globale per contribuire allo sviluppo culturale, sociale ed economico del mondo in una prospettiva di sostenibilità, non solo produttiva, e di cittadinanza globale.

Il G7 University, uno degli appuntamenti operativi avviati dal recente G7 di Taormina, si articola in quattro tavoli paralleli di lavoro dedicati rispettivamente a educazione e sostenibilità; cittadinanza globale; università, cultura e società; università e sviluppo economico, con la partecipazione di oltre cento atenei e 63 istituzioni pubbliche e private di tre continenti e di dieci Paesi. Quelli del G7, Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti, nonché di Spagna, Giordania e Città del Vaticano.

Il possibile “traguardo” del summit resta quello di vedere “un’Università pronta ad aprirsi alla società che cambia”, ha sottolineato la ministra Fedeli, riprendendo l’impegno globale che l’Unesco chiede a tutti i Paesi, ha rimarcato Ana Luiza Thompson-Flores, direttrice dell’Ufficio regionale per la Scienza e la Cultura in Europa, per un’istruzione di qualità per tutti, giovani e adulti, “per un’istruzione universale, che superi le attuali ineguaglianze che interessano soprattutto il genere femminile, le disabilità, l’etnia”.

In questi scenari, ha quindi affermato la ministra, è cruciale il ruolo delle università a fronte “di un’istruzione superiore che in tutto il mondo crescerà come diretta conseguenza di una sempre maggiore popolazione mondiale e in considerazione della necessità di costruire un modello di sviluppo sostenibile” dettato proprio dall’incremento demografico e dalla conseguente complessità nella ricerca di soluzioni. Fedeli ha infine annunciato che si sta lavorando a un Piano nazionale di Educazione alla Sostenibilità “in un’ottica internazionale” frutto di un gruppo di lavoro interno al ministero coordinato dal professore Enrico Giovannini.

Per la presidente della Regione, Debora Serracchiani, non è un caso che questa Regione ospiti questo summit: “siamo un vero e proprio hub per la scienza e la tecnologia grazie all’attività sul territorio di una quarantina di centri ed enti di ricerca (e, a Trieste, di una presenza di 35 ricercatori per ogni mille abitanti), proiettato naturalmente, anche dal punto di vista della cultura superiore, verso il Centro ed Est Europa, quell’area balcanica che sarà al centro della conferenza sull’allargamento della Ue sulla sponda orientale dell’Adriatico il prossimo 12 luglio.