Inquinamento da ozono: Usa proroga l’adeguamento degli Stati alle norme

L’Agenzia per la protezione ambientale statunitense (Epa), l’equivalente del nostro ministero dell’Ambiente, ha prorogato di un anno il termine ultimo entro cui gli Stati devono adeguarsi agli standard sui livelli di ozono. Il numero uno dell’Epa, Scott Pruitt, ha scritto ai governatori informandoli che avranno piu’ tempo per dichiarare quali aree dei loro territori non soddisfano gli standard per le concentrazioni di ozono al livello del suolo. Le aree che sforano le 70 parti per miliardo di ozono, come previsto dal National Ambient Air Quality Standard del 2015 voluto dall’ex presidente Barack Obama, devono affrontare una serie di conseguenze, spiega l’Epa in una nota, tra cui maggiori oneri normativi, restrizioni sugli investimenti in infrastrutture e maggiori costi per le imprese. ù

“L’Epa sta dando agli Stati piu’ tempo per sviluppare piani di qualita’ dell’aria. L’agenzia sta cercando di fornire una maggiore flessibilita’ agli Stati mentre sviluppano i loro piani”, si legge nella nota. La proroga, inoltre, “dara’ tempo all’Agenzia di riesaminare il National Ambient Air Quality Standard per l’ozono, prima di avviare questa fase iniziale di attuazione”. “Condividiamo l’obiettivo dell’aria pulita, di un’economia robusta e di comunita’ piu’ forti e sane”, ha detto Pruitt. “Siamo impegnati a lavorare con gli Stati e con i funzionari locali per attuare efficacemente gli standard sull’ozono in modo da sostenere gli sforzi di miglioramento della qualita’ dell’aria senza interferire con decisioni locali od ostacolare la crescita economica“.