“Casi come quello del bambino di Monza morto per complicanze da morbillo oggi non accadrebbero se le coperture vaccinali fossero adeguate e se i genitori vaccinassero i propri figli”. Cosi’ Susanna Esposito, professore ordinario di Pediatria a Perugia, nella Commissione Vaccini SIP (Societa’ italiana di pediatria) e presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici, commenta il caso del bimbo con leucemia deceduto per complicanze legate al morbillo. ”Soprattutto per coloro che hanno contatto con familiari con patologie croniche e’ fondamentale che tutti, malati e non, rispettino le vaccinazioni di routine come quelle contro il morbillo, la varicella e l’influenza, quest’ultima deve essere ripetuta tutti gli anni. Il monito quindi va alle famiglie ma anche ai Centri di Riferimento per malattie croniche e malattie rare, come la fibrosi cistica, per malattie neurologiche, prematurita’, diabete, malattie metaboliche e immunodeficienza congenita o da farmaci, perche’ hanno una responsabilita’ enorme per la tutela della salute dei loro pazienti. E’ fondamentale che i Centri siano aggiornati e si facciano carico di rispettare le raccomandazioni previste dai calendari vaccinali“.
“Vaccinare i propri figli vuol dire salvaguardare anche la salute di tutta la comunita’ per questo ben venga l’introduzione degli obblighi vaccinali nelle scuole, obblighi che devono essere estesi anche a tutti gli operatori sanitari che gia’ al momento dell’assunzione dovrebbero presentare un certificato di vaccinazioni conseguite. Dal 1 gennaio 2017 ad oggi, infatti, sono stati registrati oltre 300 casi di operatori sanitari che hanno contratto il morbillo e questo, in un Paese come il nostro, e’ davvero inammissibile“.


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