Ricerca: in Italia la rete è favorevole ai nuovi metodi di editing genetico

I nuovi metodi di editing genetico raccolgono il favore della rete e si smarcano nettamente dal dibattito sugli OGM. È questa la fotografia scattata per “Prima i geni” da TEIA, azienda che opera nel campo dei Big Data Analytics & Social Business Intelligence, che ha svolto un’indagine sulle opinioni degli utenti italiani sulle principali fonti informative del web e dei social.

La ricerca è stata realizzata in occasione della presentazione avvenuta oggi a Roma di “Prima i geni: liberiamo il futuro dell’agricoltura”, l’appello lanciato da SIGA (Società Italiana di Genetica Agraria) a favore di un’agricoltura equa e accessibile a tutti.

L’indagine, che copre il periodo da gennaio a maggio 2017, ha analizzato il contenuto di 16.432 conversazioni in rete sul tema del miglioramento genetico mettendo a confronto le opinioni verso CRISPR, il più recente dei metodi di editing genetico, con gli OGM. Mentre l’atteggiamento degli utenti verso gli OGM fa registrare il 43% di post negativi, CRISPR ottiene il 62% di post favorevoli, smarcandosi nettamente dal vecchio dibattito sugli organismi geneticamente modificati.

A differenza degli OGM, gli utenti sottolineano la precisione e l’efficacia della metodologia introdotta da CRISPR. La nuova metodologia è percepita come un vero e proprio passo avanti nel campo dell’agricoltura e della medicina. Nonostante CRISPR sia entrata nel dibattito pubblico di recente, è riuscita a conquistare in poco tempo il 15% circa degli argomenti di discussione in rete (2.475 post), guadagnandosi uno spazio autonomo rispetto agli OGM.

Il genome editing o editing genomico è un metodo che permette di selezionare caratteristiche migliorative delle piante senza introdurre tratti estranei alla pianta stessa, come avviene invece per gli OGM. Tra questi metodi, il più noto è CRISPR, che potrà rivelarsi utile a sviluppare piante più resistenti alle malattie o alla siccità.

“Questi risultati sono molto incoraggianti, ha commentato il Prof. Michele Morgante, Presidente di SIGA, Società Italiana di Genetica Agraria. Si sta facendo strada una consapevolezza nuova e più documentata sulle opportunità derivanti dalle nuove scoperte scientifiche e sulle loro possibili applicazioni anche in agricoltura. L’analisi – prosegue Morgante – suggerisce che il dibattitto sui nuovi metodi di editing genetico è oggi guidato da argomentazioni scientifiche. Il nostro impegno è fare in modo che rimanga tale, valorizzando le opportunità per il sistema produttivo agricolo italiano e il ruolo della ricerca pubblica”.