“La delicatezza del caso impone l’adozione di misure efficaci al fine di scongiurare una nuova condanna nei confronti del nostro Paese”. Così il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti al Question Time in Aula alla Camera in risposta all’interrogazione sulla bonifica delle discariche oggetto di procedura di infrazione europea, con particolare riferimento al territorio della Basilicata. “Con riferimento al deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia, deciso dalla Commissione europea lo scorso 17 maggio, si fa presente che a seguito della notifica del relativo ricorso sarà possibile conoscere con precisione tutti gli addebiti”, precisa il ministro aggiungendo che il ministero dell’Ambiente “si riserva di effettuare ulteriori approfondimenti e di identificare ogni eventuale ulteriore ritardo nella realizzazione degli interventi di adeguamento e di chiusura delle discariche oggetto del contenzioso, anche per valutare l’opportunità di esercitare i poteri sostitutivi, per evitare un’ulteriore condanna e sanzioni pecuniarie”.
“Per il superamento definitivo delle problematiche sull’adeguamento e la chiusura delle discariche oggetto della procedura di infrazione del 2011 – spiega il ministro – l’azione d’impulso e di monitoraggio svolta dal governo, nello specifico dal mio ministero, ha prodotto progressi importanti nel completamento dei lavori di chiusura da parte delle Amministrazioni locali competenti”. “Con particolare riferimento alla situazione della Regione Basilicata, relativamente alla procedura d’infrazione in questione – continua Galletti – si fa presente che l’ultimo aggiornamento documenta 3 certificazioni di conclusione dei lavori di chiusura; 8 interventi conclusi ed in corso di certificazione; 10 interventi finanziati con risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020, di cui al Patto per lo Sviluppo della Regione Basilicata, per un totale di 7 milioni e 520 mila euro”. “E ancora, 2 interventi finanziati con risorse di cui alla delibera Cipe, per un totale di 6 milioni e mezzo di euro; 1 discarica finanziata con fondi comunali; 2 discariche private finanziate dai gestori degli impianti con fondi propri”, conclude spiegando che quindi “sono tutte finanziate ed alcune anche certificate”.
