Siccità, Coldiretti: vigneti e uliveti della Tuscia sono senz’acqua

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Ancora pochi giorni e, se non pioverà, saremo costretti a irrigare anche vigneti e uliveti per salvare piante e raccolti. La mancanza di pioggia e le temperature al di sopra delle medie stagionali hanno favorito una combinazione climatica devastante. La terra brucia“. La siccità adesso fa paura. Mauro Pacifici, presidente della Coldiretti di Viterbo, non nasconde la preoccupazione e fa un primo bilancio dei danni. “Raccolta dimezzata per cereali e fieno, i pascoli si sono conclusi addirittura un mese e mezzo prima del solito, con conseguenze sulla lattazione del bestiame– dice Pacifici- Ogni tre, quattro giorni siamo costretti ad irrigare le piantagioni di mais perche’ ormai il terreno in profondita’ non e’ piu’ idratato. Avremo grosse difficolta’ a reperire il foraggio per alimentare le bestie il prossimo inverno. Andiamo incontro a perdite, disagi e forti difficolta’ economiche perche’ saremo costretti ad aggravi di spesa su tanti fronti“.

Per irrigare “consumiamo piu’ energia elettrica e piu’ gasolio. Abbiamo chiesto alla Regione Lazio- ricorda il presidente della Coldiretti di Viterbo- un tavolo urgente sulla siccita’. Abbiamo in mente proposte ragionevoli e praticabili da sottoporre ai nostri interlocutori istituzionali per aiutarci a fronteggiare il pesante surplus di costi aziendali, come l’abbattimento delle accise sulla corrente, un aumento nella assegnazione della fornitura di gasolio agevolato e la previsione di un contributo in conto interessi per spalmare le perdite stagionali in un quinquennio, invece che conteggiarle tutte insieme sul bilancio dell’anno in corso per evitare problemi di tenuta finanziaria a molte aziende agricole della Tuscia“.

Il direttore della Coldiretti di Viterbo allarga lo sguardo all’orizzonte. “È chiaro– dice Alberto Frau- che dovremo abituarci a queste nuove condizioni climatiche che ormai non sono piu’ eccezionali, ma ordinarie. Qui rischiamo la desertificazione. Oltre che agire subito su questa emergenza, che con tutte le spese impreviste assottigliera’ ancora di piu’ il gia’ esiguo margine di reddito delle aziende agricole, occorre programmare le prossime stagioni per gestire fenomeni come gelo e siccita’ sempre meno estemporanei e sempre piu’ strutturali. Dobbiamo assimilare la cultura delle assicurazioni private contro i danni da eventi calamitosi, ma dobbiamo anche rivoluzionare le modalita’ di impiego della risorsa idrica, introducendo sistemi innovativi che favoriscano l’accumulo negli invasi e una distribuzione piu’ attenta ed equilibrata per irrigare le colture“.

Come gia’ in altre regioni “anche nel Lazio– conclude Frau- dovremo attivare ogni misura di sostegno pubblico, che sia nazionale o europea, per reperire i finanziamenti necessari a coprire le spese che le nostre aziende agricole dovranno sostenere da qui ai prossimi anni per investire nella innovazione delle tecniche di gestione delle acque e irrigue e negli interventi di ammodernamento degli impianti”.