“La risposta emergenziale la stiamo dando con un monitoraggio attento dell’evolversi della situazione. Per ogni bacino idrografico ci siamo dotati di un osservatorio. Adesso abbiamo costituito anche una cabina di regia permanente a livello nazionale, alla quale fanno riferimento tutti i ministeri interessati, le regioni e le autorità di bacino”.
Lo afferma al Quotidiano Nazionale il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, che aggiunge: “Questo ci ha permesso anche di regolare i flussi, gestendo il rilascio dai bacini in modo da assicurare ai fiumi un flusso minimo per garantire l’ecosistema. La regione Liguria e quella Emilia Romagna hanno siglato un accordo per rilasciare 4.5 milioni di metri cubi d’acqua dalla diga del Brugnano al fiume Trebbia. Nella zona di Parma e Piacenza abbiamo dichiarato lo stato di emergenza”.
Sugli interventi strutturali invece, Galletti fa sapere: “Stiamo lavorando a interventi nell’ottica del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, che ha terminato la procedura di consultazione pubblica e sara’ pronto prima della fine dell’anno. Nei prossimi giorni vorrei definire un primo pacchetto di misure di sistema da includere in un protocollo da firmare con le regioni”. “Innanzitutto – spiega sulle misure – l’aumento della capacita’ degli bacini esistenti e poi lo sviluppo lungo i corsi d’acqua di sistemi di laminazione dinamica, cioé dei serbatoi per uso irriguo alimentati dai fiumi nei momenti di alta portata, e da utilizzare in estate o comunque quando ve ne sia bisogno. Penso poi alla moltiplicazione dei bacini a uso irriguo costruendone nei nuovi ma anche utilizzando le ex cave. E poi cercheremo di proporre misure nel campo dell’agricoltura, in modo da spingere verso l’innovazione dei sistemi di irrigazione e anche a valutare l’utilizzo di colture maggiormente resistenti allo stress idrico”.
