Galileo e Copernicus, sono questi i nomi dei progetti con cui l’Unione europea sbarchera’ nello spazio. Sono stati presentati oggi in Campidoglio a Roma – alla presenza del ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, e del presidente dell’Asi, Roberto Battiston – durante la seconda parte dell’evento organizzato nella Capitale per la celebrazione dei programmi spaziali dell’Ue in occasione del sessantesimo anniversario dei trattati di Roma. Due progetti, “non nello spazio per lo spazio” ma “nello spazio per la Terra”. Due applicazioni a disposizione dei cittadini. Galileo per la ‘navigazione’ e Copernicus per l’osservazione della terra. Quest’ultimo, spiega all’agenzia Dire Mauro Facchini, Dg Enterprise and Industry, Head of Space della European Commission, “consentira’ di osservare, attraverso alcuni satelliti, fenomeni terrestri come la qualita’ dell’aria, condizione dei mari o fenomeni geologici e atmosferici (terremoti, slavine) per valutare la ‘salute’ del nostro pianeta”.
Tra le altre cose, questi strumenti “ci permetteranno di intervenire in situazioni di emergenza come nel caso del terremoto di Amatrice dove i dati furono messi a disposizione della Protezione civile”. Non solo, sottolinea ancora Facchini, “Copernicus ci permettera’ di intervenire anche nell’ambito dei cambiamenti climatici: le osservazioni satellitari ci permettono di vedere come nel nostro Pianeta stia cambiando. E quindi l’innalzamento del livello dei mari o lo scioglimento progressivo della ‘calotta’ polare”. Galileo invece, “e’ la grande struttura” nel campo delle navigazioni: con il tempo sostituira’ il gps e migliorera’ la capacita’ di orientarsi nella quotidianita’. Aprira’ quindi la strada ai trasporti controllati dai satelliti: automobili automatiche, aerei ‘guidati’ sia in fase di atterraggio che di partenza. “L’Unione europea- aggiunge Battiston- in questi anni ha aumentato in modo impressionante la sua attivita’ nel settore. Oggi parlaimo di variazione climatiche della Terra non piu’ per sentito dire ma grazie a un’analisi scientifica e obiettiva dei dati e’ in gran parte merito di queste applicazioni. In questo l’Europa ormai e’ all’avanguardia”. “Questi due sistemi- conclude il presidente Asi- si riveleranno utili per l’economia, per l’ambiente e per la societa’ grazie all’Unione europea che ne e’ attore principale”.


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