Sarà la prima grande opera pubblica delle Marche a essere ripristinata dopo il sisma dell’agosto 2016; e anche il primo viadotto dell’Italia centrale colpita dal Terremoto, dopo quello realizzato ad Amatrice dall’Esercito. Il Ponte di Cingoli (Macerata), che collega la frazione di Moscosi (400 abitanti) al resto del territorio comunale, ristrutturato entro sei mesi, con una riapertura a senso unico alternato prevista già attorno ad agosto.
La gara a procedura aperta, bandita in tempi record, è stata vinta da un’Ati guidata dalla Pesaresi Giuseppe Spa di Rimini, che si è aggiudicata l’appalto da 3,2 milioni di euro. I lavori saranno gestiti dal Consorzio di bonifica, sulla base di un progetto redatto dallo studio Calvi di Pavia. Archiviate le polemiche dei mesi scorsi sulla sicurezza del ponte, che presentava lesioni a due piloni già prima del sisma, oggi l’assessore regionale alla Protezione civile Angelo Sciapichetti, il sindaco di Cingoli Filippo Saltamartini e il presidente del Consorzio di bonifica Claudio Netti hanno sottolineato ”la forte collaborazione istituzionale che ha consentito di accelerare le procedure per dare il via al cantiere”.
”Si vede qui che le Marche sono pronte ad affrontare la ricostruzione” ha detto Sciapichetti, mentre per Saltamartini ”ogni articolazione del territorio ha saputo assumersi le proprie responsabilità. Un grazie – ha detto – va anche all’Anas, che ci ha consentito di essere soggetto attuatore dell’opera’‘. Tecnicamente, ha spiegato Netti, l’intervento prevede di isolare l’impalcato dei piloni del ponte attraverso dispersori sismici, e di contenere le pile con strutture in acciaio, adeguando il viadotto all’ordinanza del 2008 sulle costruzioni antisismiche. Anche tutte le strutture sovrastanti, comprese le barriere, saranno adeguate alle nuove norme.
Una ristrutturazione ”molto complessa sotto il profilo tecnico”, perché il viadotto fu costruito non in modo lineare ma come ”una corda molla deviata in curva”, per ridurre al minimo l’impatto ambientale. Totalmente garantita la sicurezza, ”anche nella malaugurata ipotesi di un futuro Terremoto di magnitudo 7” ha aggiunto Netti. Alla gara hanno partecipato in tutto otto imprese (una esclusa subito per un difetto di documentazione), di cui soltanto una marchigiana. Tutte hanno proposto la medesima riduzione dei tempi di realizzazione: il 30% sui 270 giorni assegnati. Il Consorzio, ha concluso il presidente, eserciterà in ogni fase ”la massima vigilanza sulla trasparenza e la correttezza dei lavori”.
