Tra 5 anni i sistemi per le comunicazioni ultrasicure potrebbe essere realtà: lo indica un esperimento che per la prima volta ha spedito via laser un messaggio in codice, a prova di violazioni, da un satellite posto a 38.000 chilometri a una stazione a terra. Pubblicato sulla rivista Optica, l’esperimento si deve al gruppo coordinato da Christoph Marquardt, dell’Istituto Max Planck per la Scienza della luce. Nell’esperimento – spiegano i ricercatori . gli studiosi hanno manipolato la luce del laser in modo da darle proprieta’ particolari e trasformarla in un segnale quantistico, che obbedisce alle leggi che governano il mondo dell’infinitamente piccolo.
”È come se fosse stato messo un filtro che ha ‘spremuto’ la luce laser, dandole proprietà insolite, che possono riguardare a esempio il numero di particelle di luce o il flusso’‘ ha spiegato Tommaso Calarco, direttore del centro di Scienza e Tecnologia Quantistica presso le università di Ulm e Stoccarda. Questo ha permesso di codificare le informazioni in modo sicuro, grazie alla crittografia quantistica, che codifica i messaggi in base alle proprietà delle particelle e non con gli algoritmi, come invece fanno i sistemi attuali per scrivere in codice le informazioni. Ed è proprio questo che rende praticamente inviolabile il sistema perché se qualcuno cerca di intercettare il messaggio la particella cambia proprietà e si scopre subito la violazione. Nel test, un piccolo messaggio di una sola lettera e’ stato codificato nel raggio laser ed e’ stato spedito alla stazione di terra nell’isola di Tenerife dai satelliti geostazionari del programma europeo Copernicus, promosso dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Commissione Europea.
”Siamo rimasti sorpresi dal vedere che il segnale sia sopravvissuto al viaggio nella turbolenza atmosferica’‘ ha rilevato Marquardt. È stata una prova generale per mostrare che i satelliti gia’ in orbita, ha aggiunto, ”possono essere adattati per mettere a punto una rete globale di comunicazione quantistica via satellite in soli cinque anni da adesso”. Per Calarco, dimostra che questo è possibile anche ”senza avere satelliti dedicati come la Cina”.
