Vaccini, l’Associazione di Ematologia: l’immunità di ‘gregge’ per la tutela dei più fragili

L’obbligo vaccinale e l’immunità di gregge, con il raggiungimento di coperture vaccinali adeguate su tutta la popolazione, rappresentano “le armi più potenti a tutela dei soggetti più fragili e deboli, come i malati, oltre che della popolazione generale”. E’ questa la posizione espressa da vari ematologi, riuniti a Madrid per il congresso dell’Associazione europea di ematologia, in riferimento alla notizia della morte di un bambino con leucemia per aver contratto il morbillo.

“I bambini con leucemia linfoblastica – spiega Agostino Cortelezzi, ematologo dell’Università di Milano e direttore dell’Unita’ di Ematologia del Policlinico milanese – hanno un immunodepressione severa e sono quindi incapaci di combattere infezioni anche banali. In generale, contrarre il morbillo implica il rischio, ad esempio, di complicanze serie come le polmoniti e le encefaliti, ma i pazienti leucemici che dovessero contrarre il morbillo corrono un rischio di vita molto elevato proprio perché si trovano in una situazione di immunodepressione con difese immunitarie bassissime”.

Il drammatico episodio del decesso di questo piccolo paziente, commenta l’esperto, rappresenta dunque “un segnale forte di quale significato e importanza possa avere la prevenzione per malattie che sono evitabili attraverso le vaccinazioni, proprio come il morbillo”. Da qui, sottolinea, l’importanza della introduzione dell’obbligo vaccinale anche per l’iscrizione a scuola: “Capisco che la parola ‘obbligo’ – afferma Cortelezzi – possa far fremere molti, ma quando si tratta di dover proteggere una parte della popolazione, in questo caso quella più fragile, è giusto obbligare all’immunizzazione il resto della popolazione se questa può mettere a rischio la vita di altri”.

Oggi, ha avvertito l’ematologo, “è in atto una campagna anti-vaccini che, in un certo senso, sta facendo emergere tanti ‘Galileo Galilei anti-scienza’, ma dobbiamo ricordare che di Galileo Galilei ce ne è stato uno solo”. Sulla stessa linea anche Mario Boccadoro, direttore della Divisione universitaria di ematologia della Citta’ della Salute e della scienza di Torino: “Le vaccinazioni sono indispensabili e questo drammatico caso dimostra come le malattie non vadano debellate a livello individuale ma a livello di popolazione generale; solo cosi’, infatti, si può fare in modo che i pazienti fragili non vadano incontro a virus che possono per loro risultare fatali”. Nel caso del bimbo morto, anche se fosse vaccinato, rileva l’esperto, “Avrebbe comunque avuto delle difese immunitarie basse a causa della leucemia; fondamentale è quindi che gli altri bambini risultino vaccinati, perché i bimbi malati e più fragili non si trovino a incontrare virus nell’ambiente che li circonda”.

Va inoltre rilevato, ha concluso Michele Cavo, direttore dell’Istituto di Ematologia e Oncologia Medica ‘Seragnoli’ dell’Università-Policlinico Sant’Orsola di Bologna che “ci sono evidenze scientifiche, nel caso ad esempio dei pazienti con mieloma, che anche un sistema immunitario depresso può risultare più efficiente grazie alle vaccinazioni, che restano quindi una fondamentale arma di prevenzione”.