Vaccini, Piero Angela: “Fidatevi della scienza, la velocità della luce non si decide per alzata di mano”

Fidatevi della scienza“. Piero Angela, insieme al medico che sta combattendo una vera e propria battaglia a favore dei vaccini, Roberto Burioni, è stato ospite del programma In Mezz’Ora per parlare di vaccini, un tema caldo e che sta suscitando polemiche politiche, ma anche tra gli esperto. “C’è tendenza in gran parte delle persone ad avere un pensiero magico. A volte non si contesta la scienza ma l’applicazione tecnica della medicina. Fidatevi dei medici”, ha chiosato Angela, “la velocità della luce non si decide ad alzata di mano, a maggioranza“. Burioni ha sottolineato l’importanza delle vaccinazioni, soprattutto quella necessaria a combattere il morbillo: “È un vaccino molto efficace, ma è un peccato non essere riusciti a debellare la malattia. In Italia c’è una copertura molto bassa. Si accaniscono contro i vaccini e non contro altre terapie che rendono più soldi alle multinazionali“.

A Roma, però, con magliette bianche e invocando la libertà i scelta, il corte anti vaccini è sceso in piazza contro il decreto che ha introdotto l’obbligo di 12 vaccinazioni, pena l’ammissione a scuola fino a sei anni. La manifestazione nazionale è stata indetta dal Coordinamento nazionale per la libertà di scelta. Il corteo è partito da Bocca della Verità e ha sfilato per le strade del centro storico, per poi ritornare da dove era partito. Vi hanno preso parte rappresentanti di associazioni, medici, avvocati, genitori, ragazzi e anche bambini. I manifestanti sono arrivati con pullman da tutta Italia come Lorenzo, partito da Rimini con moglie e figli. “Ho deciso di essere qui oggi per testimoniare che c’è una fetta di popolazione che nutre un forte dissenso contro il decreto – racconta Lorenzo, che è uno dei rappresentanti di Comilva (Coordinamento del movimento italiano per la libertà delle vaccinazioni) – Ci hanno imposto di scegliere tra la salute e l’istruzione minacciandoci con delle multe salate se non dovessimo vaccinare i nostri figli. La palese incostituzionalità delle misure contenute nel decreto e l’assenza di situazioni contingenti di emergenza epidemiologica rendono inaccettabile la decisione adottata dal governo e fortemente voluta dal ministro della salute Beatrice Lorenzin”.