Estate, tempo di diete per la moltitudine delle persone che, impaurite dalla fantomatica prova costume, ricorre ai più incredibili escamotages per eliminare i chili di troppo. In realtà un’alimentazione sana è consigliata in ogni periodo dell’anno, e sono molte ormai le campagne di informazione per diffondere questo concetto.
Molta, purtroppo, anche la disinformazione in ambito alimentare, complice la società moderna e degli interessi di multinazionali non irrilevanti. Tra gli imputati, lo zucchero. Lo scorso anno l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva proposto di tassare le bevande zuccherate al fine di ridurre l’obesità in aumento nei paesi sviluppati.
Come si conviene per una società d’avanguardia, le alternative allo zucchero ci sono e sono svariate. Tra le più note e sicuramente più utilizzate, i dolcificanti. E una domanda si ripete da tempo: i dolcificanti al posto dello zucchero possono contribuire a risolvere il problema dell’aumento di peso? E in che misura?
Se lo sono chiesti anche un team di ricercatori canadesi che, attraverso una meta-analisi, ha confrontato 37 studi su zucchero e dolcificanti. I risultati sono stati pubblicati lo scorso lunedì sul Canadian Medical Association Journal(CMAJ).
Al momento non esiste alcuna evidenza scientifica che dimostri che sostituire lo zucchero con del dolcificante artificiale aiuti a perdere peso o rimanere in forma. Come spiega Meghan Azad, nutrizionista della University di Manitoba in Canada e tra gli autori della ricerca, dopo aver confrontato i parametri delle persone che assumevano zucchero e di quelle che lo avevano sostituito con edulcoranti artificiali, è stato osservato come «non esiste un chiaro vantaggio per la perdita di peso e c’è semmai una potenziale associazione con l’aumento del peso, l’insorgenza del diabete e di altri problemi cardiovascolari».
La meta ricerca ha preso in considerazione degli studi controllati e randomizzati, nei quali ad alcuni partecipanti viene assegnato in modo causale un trattamento e agli altri un altro, in modo da rendere come unica variabile di confronto il trattamento stesso. Paradossalmente è stato osservato che i partecipanti che assumevano edulcoranti artificiali non solo non manifestavano una reale perdita di peso, ma presentavano il 14% in più di probabilità a generare il diabete di tipo 2.
Il mercato degli sugar free ha visto crescere nell’ultimo decennio la sua fama mediatica, con una conseguente maggiore richiesta industriale: svariati i prodotti che promettono gusto e dolcezza, con zero calorie. Per tale ragione, i ricercatori stanno cercando di vederci chiaro, per capire se tali edulcoranti possono essere usati serenamente e senza rischi per la salute.
Nel 2005 uno studio interessò il sucralosio, la cui assunzione provocava un leggero effetto di mutazione nei geni dei topi, mentre nel 2012 un’altra ricerca ha evidenziato una relazione tra l’assunzione di edulcoranti e la sovrapproduzione di insulina.
La verità è che l’industria ci ha abituati ad un sapore eccessivamente dolce, quasi contronatura e dal quale non è semplice disabituarsi. Tuttavia, la soluzione migliore è ricorrere ai dolcificanti naturali che sono a nostra disposizione: stevia, miele, sciroppo d’agave, solo per citarne qualcuno.
Perché sebbene il progresso abbia considerevolmente migliorato la qualità della vita, a volte per migliorare la qualità alimentare basterebbe semplicemente tornare alle nostre radici.
