Allarme siccità e incendi: ecco il decalogo della Coldiretti per un’estate sicura

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Non bastavano le alte temperature per rovinare il raccolto e deturpare la vegetazione. Puntuale come l’arrivo dell’estate è la mano dei piromani. Dolosi o no, quest’anno la Coldiretti ha elaborato un decalogo per combattere gli incendi con divieti e suggerimenti utili da seguire. “Nel caso in cui venga avvistato un incendio – è la premessa di Coldiretti – non prendete iniziative autonome, informate tempestivamente le autorità responsabili con i numeri di emergenza disponibili e mantenetevi sempre a favore di vento evitando di farvi accerchiare dalle fiamme”.La regola numero uno? Evitare di accendere fuochi, non solo nelle aree boscate, ma anche in quelle coltivate o nelle vicinanze di esse. Mentre nelle aree attrezzate, dove è consentito, occorre controllare costantemente la fiamma e verificare prima di andare via non solo che il fuoco sia spento e che le braci siano completamente fredde. E dal momento che un elevato numero di roghi è opera di criminali interessati alla distruzione dei boschi, è necessario collaborare con le autorità responsabili per fermare comportamenti sospetti favoriti dallo stato di abbandono delle foreste nazionali. A bruciare è soprattutto il mezzogiorno, con precipitazioni in calo del 40%. A giugno le temperature massime superiori di 1,7 gradi rispetto alla media di riferimento hanno favorito con il vento la diffusione degli incendi, dalla Sicilia alla Calabria, dalla Puglia all’Abruzzo. Le condizioni di diffusa siccità favoriscono infatti la diffusione delle fiamme. Ed è in Sicilia che il bilancio dei danni si fa più pesante, con perdite per milioni di euro tra animali morti, ettari di terreno per il foraggio bruciati e strutture devastate. La solidarietà non si è fatta attendere e gli agricoltori Coldiretti di tutto lo Stivale si sono attivati per consegnare tempestivamente foraggio per l’alimentazione del bestiame dove ce n’era più bisogno. Calura e siccità sono un mix esplosivo: sommate al forte vento, la lotta alla fiamme è ancor più difficile. “A favorire la diffusione delle fiamme di probabile matrice dolosa sono le precipitazioni che nel mezzogiorno – sottolinea la Coldiretti – erano risultate scarse anche a maggio (-53%), a aprile (-43%), a marzo (-64%) e febbraio (-39%) con il risultato di una aridità diffusa nei boschi e nei campi”. Se in Calabria le precipitazioni sono state inferiori del 41%, in Sicilia tra maggio e giugno sono caduti circa 10 millimetri di pioggia appena mentre le temperature sono ben al di sopra della media in entrambi le regioni colpite dal fuoco. “Soprattutto nelle campagne – precisa la Coldiretti – non gettate mai mozziconi o fiammiferi accesi dall’automobile, e nel momento in cui si è scelto il posto dove fermarsi verificate che la marmitta della vettura non sia a contatto con erba secca che potrebbe incendiarsi”. Un’altra precauzione, da mettere in pratica al di là della stagione, è non abbandonare mai rifiuti o immondizie nelle zone boschive o in loro prossimità. E, in particolare, evitare la dispersione nell’ambiente di contenitori sotto pressione, come bombolette di gas, deodoranti e vernici. Questa tipologia di barattoli, infatti, con le elevate temperature rischia di esplodere.