ANBI: le campagne sarde hanno sete ma a Sassari c’è una ricchezza idrica inutilizzata

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Se quell’impianto fosse in funzione oggi non saremmo qui a parlare di siccità e gli agricoltori della Nurra non si troverebbero costretti ad irrigare a giorni e a settimane alterni, rischiando di perdere tutte le colture orticole. La politica  ha il dovere di dare una risposta alle nostre campagne e di restituire alle istituzioni territoriali la gestione delle acque”: ad affermarlo è Pietro Zirattu, Presidente di ANBI Sardegna; infatti, mentre la siccità continua a flagellare le campagne, c’è un impianto nel Nord Ovest dell’Isola che, benché pensato a fini irrigui dopo le emergenze idriche di fine anni ’80, non ha finora mai assolto tale compito: è il moderno depuratore di Sassari (costo: 45 milioni di euro ca.) che, grazie a tecnologie di ultima generazione, “produce” acque reflue utilizzabili in agricoltura, secondo i parametri previsti dalle normative.  A tal scopo è stata anche realizzata, tre anni fa, un’apposita conduttura (costo: oltre 12 milioni di euro), che collega l’impianto con il bacino Cuga (capacità: 28 milioni di metri cubi), dove le acque reflue sarebbero “stoccate” e miscelate con le acque lacustri.

Realizzata l’infrastruttura irrigua, la Regione Sardegna ha, però, cambiato indirizzo, destinando le acque dell’invaso Cuga a riserva idropotabile della città di Alghero, nonostante questa fosse già servita dal sistema del lago Coghinas; risultato: le campagne continuano a rimanere assetate, complici i cambiamenti climatici, ma anche le aumentate richieste idriche dagli insediamenti turistici.

“La Sardegna è una delle poche regioni, dove la gestione dell’acqua non è affidata ai Consorzi ed i costi della risorsa idrica, non più competitivi, dimostrano l’inadeguatezza della normativa vigente – commenta Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela delle Acque Irrigue) – Le richieste di ANBI Sardegna sono perfettamente in linea con il piano di sviluppo dell’irrigazione, recuperando risorse idriche esistenti, da noi sostenuto a livello governativo.”

All’orizzonte si profila ora una nuova soluzione per la Nurra: un by-pass (investimento ulteriore: oltre 3 milioni di euro), che permetterebbe alle “acque chiare” del depuratore di Sassari di raggiungere direttamente le rete di distribuzione irrigua, evitando la confluenza nel lago Cuga; ciò, però, limiterebbe l’uso di tale risorsa reflua ai soli mesi estivi, non essendoci la possibilità di trattenerla in un bacino, ampliando così la stagione irrigua e migliorando la redditività agricola. E la sete della terra continua…