Caldo, giugno 2003-giugno 2017: un confronto tra le temperature medie massime

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Ci sono stati troppi commenti discordi circa l’evoluzione termica di giugno 2017,” spiega il Col. Paolo Ernani, Meteorologo. “I commenti sulla situazione termica del mese scorso sono stati, a mio avviso, non esposti con una dovuta oggettività. Specificare, per esempio, che le temperature misurate nei grossi centri urbani sono notevolmente amplificate dall’effetto “isole di calore” e che quindi queste andrebbero pertanto ridotte almeno di 5°/6°C. Vediamo ora di chiarire un po’ le cose. Nella nostra analisi di qualche giorno fa abbiamo affermato che il 2017 con i suoi 23,75° gradi si pone al secondo posto tra i mesi più caldi dopo il giugno 2003, detentore del record con 25,60° gradi (periodo  1997/2016). La differenza tra i due mesi – prosegue Ernani – è risultata essere di  -1,85. Questa differenza negativa tra i 2 mesi viene fortemente ampliata se si confronta invece l’andamento termico relativo alle rispettive medie mensili delle temperature massime (cioè quelle che si registrano nelle ore calde centrali nei singoli giorni del mese). La differenza termica, tra i 2 mesi sotto analisi, appare ancor più marcata. Veniamo al dunque. Giugno 2003: temperatura media massima 30,79° centigradi. Giugno 2017: media delle massime 28,54°. Facendo i dovuti calcoli il giugno 2017 è risultato essere  di ben  – 2,25° gradi più freddo (per modo di dire) del giugno 2003.  Una differenza clamorosa ancor più accentuata rispetto  anche ai – 1,85° gradi  della temperatura media  mensile.  Un’ultima citazione. Nelle regioni del nord – conclude Ernani – il 2017 segna un livello negativo  rispetto sempre al 2003,  di -2,28° gradi centigradi, un valore po’ più accentuato rispetto alla media nazionale.