Contributo di bonifica: Firenze e 46 Comuni Toscani in difesa del Medio Valdarno

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Ben 47 Sindaci del comprensorio, tra cui quelli di Firenze, Prato ed Empoli, sono scesi in campo con una “lettera aperta” in difesa della realtà consortile e del lavoro rappresentanti dal Consorzio Medio Valdarno, al centro di polemiche dopo l’applicazione della Legge Regionale, che impone il tributo di bonifica anche ai residenti nel comune di Firenze.

“Ringrazio i firmatari della lettera, perché è un’eccezionale testimonianza del rapporto, che un Consorzio di bonifica sa costruire con il territorio, su cui opera per la salvaguardia idrogeologica, la gestione delle acque ad uso prevalentemente irriguo, la tutela dell’ambiente, la produzione di energia rinnovabile – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione  Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – Pur consci di operare in una realtà disomogenea come il Paese, possiamo affermare che la stretta collaborazione fra Consorzi di bonifica ed Enti Locali è largamente diffusa lungo la Penisola, riscuotendo generale apprezzamento. Non è certo un caso che il modello di autogoverno dei Consorzi di bonifica italiani sia studiato ed imitato nel mondo!”

Ecco alcuni significativi passi della “lettera aperta”:

Gentile Direttore,

… nel dibattito, a tratti disarticolato, vengono pesantemente messi in discussione ruolo e funzioni del Consorzio di Bonifica Medio Valdarno e dei consorzi toscani in generale e vengono analizzati con dovizia di particolari (ma in modo approssimativo) sia il bilancio del Consorzio che l’operatività della struttura, definita “ente inutile”. Per esempio si ingenera confusione nel lettore mescolando costi del personale con costi di gestione, facendo credere che tutto il personale partecipi alla gestione. Invece la stragrande maggioranza di esso (età media 44 anni, molti i giovani impiegati) svolge funzioni tecniche e operative che costituiscono la missione dell’ente consortile. Come si può dire che i soldi spesi per pagare operai, ingegneri e tecnici servono ad “autoalimentare” un ente inutile? Chi dovrebbe progettare e fare i lavori se non loro? E in cosa dovrebbe spendere soldi il Consorzio, se non per progettare e fare i lavori?

… Da molto tempo il Consorzio è un riferimento certo e sicuro per le nostre amministrazioni sia in termini di manutenzione ordinaria che di progettazione e realizzazione delle tante manutenzioni straordinarie che si rendono necessarie sui nostri fiumi e che vengono portate avanti in sinergia e con il coordinamento della Regione Toscana.

…Senza prevenzione non c’è sicurezza, dicono i giornali e i tg l’inverno quando piove. Possibile che d’estate questo non faccia notizia e che a fare notizia sia chi accumulando bollettini a caso contesta il tributo di bonifica omettendo i lavori che con questo vengono svolti?

Il tributo di bonifica, sia detto, rappresenta un tributo speso per la prevenzione, fondamentale per prevenire rischi alluvionali. Ed è bene ricordare che ad oggi è l’unica risorsa certa per la manutenzione dei corsi d’acqua, così numerosi nel nostro territorio.

…Con il nuovo assetto del Consorzio e l’estensione del tributo non si raggiunge solo una maggiore equità fra cittadini che vivono nello stesso territorio ma si aumentano gli investimenti in questo delicato settore. L’alternativa, cioè l’indebolimento o il superamento dell’ente consortile, e la drastica riduzione degli investimenti, accontenterebbe la pancia di pochi per mettere a rischio le nostre comunità. E questo per noi non è accettabile.

Firmato:

Matteo Biffoni Sindaco Comune di Prato

Dario Nardella Sindaco Comune di Firenze

Brenda Barnini Sindaco Comune di Empoli

e altri 44 Sindaci