Estate e abbronzatura: prima della tintarella è d’obbligo la “Prova del 12 M”

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Estate, tempo di mare, sole e abbronzatura. Ma perché la tintarella faccia rima con salute bisogna rispettare regole e accorgimenti. Oltre alle più note raccomandazioni dei dermatologi – dalle ore ‘buone’ a quelle ‘vietate’ per catturare i raggi solari, fino alla durata dell’esposizione – la prevenzione dell’invecchiamento cutaneo e la giusta abbronzatura passano innanzitutto per i prodotti solari, irrinunciabili ‘compagni’ di vacanza. Creme, spray o lozioni sui quali non si può essere consumatori distratti. A partire dalle scadenze. Nessun solare infatti è longevo e tanto meno eterno. Ecco allora la “prova del 12 M“, illustrata all’Adnkronos dal dottor Luigi Fornarelli, responsabile scientifico di Omega Chefaro Pharma. “Se un prodotto è stato conservato in un luogo fresco non subisce grosse alterazioni – premette l’esperto – ma i prodotti solari li portiamo al mare e stanno sotto al sole per l’intero giorno. Essendo miscele di acqua, filtro solare e sostanze grasse, proprio queste ultime si deteriorano più facilmente rendendo la crema inefficace“, con tutte le conseguenze di scottature, pericolosi eritemi e danni alla pelle. Tutti i solari, dunque hanno una scadenza, solitamente fissata in 12 mesi dall’apertura. Da qui la raccomandazione d’obbligo: “Controllare il simbolo Pao (Period AfterOpening), ovvero l’icona che rappresenta un barattolo aperto sul quale c’è scritto un numero e una M, che sta per mesi. Nel caso dei solari la dicitura è ’12 M’ ovvero 12 mesi. Ovviamente, essendo la scadenza di 12 mesi – spiega ancora Fornarelli – si può utilizzare a giugno un prodotto acquistato ad agosto dell’anno precedente, e lo stesso ovviamente vale se la protezione solare è stata comprata per le vacanze natalizie“. Ma ci sono anche altri, semplici, accorgimenti da prendere prima di mettere nella sacca da mare un prodotto, a partire dalle prove del tatto e dell’olfatto: “Se l’odore e la consistenza sembrano alterati rispetto a quando il solare è stato aperto per la prima volta – spiega ancora l’esperto – non va assolutamente utilizzato“. Così anche il colore, “se non è più uniforme o mostra macchioline, va buttato immediatamente. Se si è sporcato con la sabbia o l’avete lasciato a ‘cuocere’ al sole è il caso di acquistarne uno nuovo!“, ammonisce. “Una mossa intelligente però quando si compra un solare nuovo – consiglia Fornarelli – è quella di puntare su una novità. In questo modo si avrà la certezza di acquistare un prodotto che non è rimasto nel magazzino dello scorso anno e rimesso in vendita nuovamente“. E a proposito di novità, la ricerca dermatologica fa passi avanti anche nel settore dei solari. La tendenza dei solari di ultima generazione è quella di assicurare smepre più effetti insieme: protezione ad ampio spettro dai raggi Uva-Uvb, effetto idratante e anti-invecchiamento e sicurezza sui rischi di allergie. “In particolare, alcuni solari garantiscono un effetto ‘booster’ sull’abbronzatura grazie TTS (Total Tanning System), un esclusivo mix di ingredienti naturali, tirosina, inositolo ed heliostatine, che agiscono in modo sequenziale e sinergico nel processo di pigmentazione della pelle“.