Incendi, Coldiretti: “In Calabria manca la programmazione”

“I dati sono allarmanti. Dal primo luglio gli Incendi in Calabria sono stati 6.148, ma in Calabria facciamo fronte a questa sciagura senza una adeguata programmazione, solo con gli idranti verrebbe da dire e la professionalita’ indubbia dei Vigili del Fuoco ai quali va il nostro ringraziamento”. Lo sostiene, in una dichiarazione, Pietro Molinaro, presidente di Coldiretti Calabria.

“Ormai per abitudine – aggiunge – ripercorriamo vecchi metodi, come l’organizzazione delle squadre AIB di Calabria Verde che, a braccia nude, con modalita’ organizzative e mezzi non adeguati non possono fare fronte alla devastazione causata dagli Incendi provocati da quelli che definisco “terroristi incendiari”. In questo marasma spopolano i voli lautamente pagati dei Canadair.

E’ interessante -spiegano – analizzare altri dati, significativi, che ci aiutano a prendere le contromisure. Oltre il 90% circa degli Incendi e’ legato all’abbandono progressivo delle aree agricole marginali nei territori montani e costieri, un processo lento ma di dimensioni tali che e’ possibile identificarlo come la piu’ grande trasformazione d’uso del suolo calabrese con fenomeni di progressiva colonizzazione naturale di ex coltivi, prati e pascoli da parte della vegetazione forestale che invece necessita di interventi di manutenzione, difesa e sorveglianza.

Quasi sempre sono terreni appartenenti al demanio pubblico. La prima constatazione e’ che laddove c’e’ la presenza degli agricoltori, gli Incendihanno una incidenza quasi irrilevante. Questo vuol dire pure qualcosa! Da tempo, chiediamo la necessita’ di costituire una ‘Banca della Terra’ che tra l’altro adesso e’ prevista dall’ultimo Decreto Mezzogiorno approvato dal Senato. A fronte di questa analisi e’ evidente che risulta indispensabile e utile rilanciare e attuare il piano aree interne, piu’ volte annunciato dalla Regione Calabria ma di fatto congelato.

Questo significa anche salvaguardare i prodotti forestali non legnosi del sottobosco, nell’ambito di strategie di marketing territoriale volte a valorizzare i prodotti di qualita’ tipici delle aree rurali interne. Sono esempi significativi, concreti e di grande motivazione che devono far parte di un ‘pacchetto prevenzione e programmazione’ che invece e’ completamente assente e a farla da padrone continua ad essere l’emergenza! L’utilizzo delle nuove tecnologie di avvistamento, ad esempio i droni, possono determinare la tempestivita’ di intervento che deve fare anche leva con una rete diffusa di sorveglianza coinvolgendo nella presenza capillare gli agricoltori con la stipula da parte delle pubbliche amministrazioni di convenzioni per lo svolgimento di attivita’ funzionali alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale.

Anche i Consorzi di Bonifica possono essere la seconda struttura di ‘protezione civile’ perche’ hanno capacita’ organizzativa e patrimonio conoscitivo da mettere utilmente a disposizione. Ma accade che in ‘zona cesarini’ solo alcuni di questi enti vengono dotati di mezzi, tra l’atro vecchi, inutilizzabili e senza assicurazione, da parte di Calabria Verde. Davanti a tale improvvisazione ci vuole una Regione ‘forte’, autorevole, determinata, a difesa dell’ambiente, dell’economia, del lavoro e del turismo anche perche’ gli Incendi provocano un danno di immagine che poi e’ difficile recuperare”. “Insomma gli Incendi mettono a nudo tanti mali – conclude Molinaro – e l’Unita’ organizzativa autonoma Forestazione e Difesa del Suolo, istituita presso la Presidenza della Regione resta a guardare e nonostante i bagliori degli Incendi brancola nel buio”.