Incendi, l’appello del Sindaco di Chiaramonte Gulfi: “Vigili del Fuoco insufficienti, Bianco mi aiuti”

La situazione adesso è sotto controllo con “due tre focolai ancora attivi e sotto controllo” nel cuore della pineta, ma per fare la conta dei danni è “ancora troppo presto”. Quel che è certo è che almeno la metà del polmone verde di Chiaramonte Gulfi, nel ragusano, è andata distrutta. “Un patrimonio inestimabile” dicono le associazioni ambientaliste. E insieme ad alberi e vegetazione, le fiamme che da oltre 24 ore divampano nel piccolo centro montano hanno inghiottito aziende agricole e campi, capi di bestiame e moltissimi ettari di grano e di altre colture che insieme disegnano il paesaggio dei Monti Iblei.

“Un delitto” dice all’Adnkronos il sindaco di Chiaramonte Gulfi, Sebastiano Gurrieri. Da ore non fa che correre da un capo all’altro del suo territorio il primo cittadino eletto appena 20 giorni fa. Sulla matrice dolosa del rogo non ha dubbi. “E’ stato appiccato in più punti – dice -. E il terzo anno consecutivo che la pineta viene deturpata dai piromani, gente malata, delinquenti”. L’anno scorso in fumo andarono quattro ettari di terreno, “ma non si può certo pensare di demandare a un semplice maresciallo dei carabinieri e ai suoi pochi uomini indagini così complesse per scovare i colpevoli di questo scempio”. Intanto, però, occorre aver ragione delle fiamme.

“Ci sono ancora tre focolai attivi nella pineta – spiega il sindaco -. Con l’arrivo del buio i canadair non potranno più operare, servono rinforzi di vigili del fuoco dalle altre città”. Ecco perché il sindaco lancia un appello a collega di Catania, Enzo Bianco. “Mi dia una mano per mandare da Catania tre-quattro squadre perché quelle attualmente presenti non sono sufficienti”. Il dito, però, è puntato anche contro la Regione che “non ha presentato in tempo il piano antincendio”.

“Lo scorso 21 giugno ho inviato una lettera all’assessore Croce (assessore regionale al Territorio e Ambiente, ndr) – racconta il sindaco -, ho chiesto che fosse avviata l’attività di prevenzione anche alla luce delle temperature roventi previste e di quello che è successo negli scorsi anni, ma non ho ricevuto nessuna risposta. Ancora oggi nessuno mi ha chiamato a eccezione del vice ministro delle Politiche agricole, Andrea Olivero, che mi ha espresso la sua solidarietà”.

Secondo il primo cittadino i mezzi aerei ieri sono intervenuti in ritardo. “Le fiamme sono divampate intorno alle 17.30 e i canadair sono arrivati solo dopo due ore – racconta -. Poi alle 20 sono andati via non potendo più effettuare lanci. Da stamani stanno operando a singhiozzo ma con l’arrivo della notte saremo di nuovo in balia di possibili riprese del fuoco”. Per lunedì prossimo alle 12.30 il sindaco ha indetto una conferenza stampa. Che si annuncia di fuoco. “Mi dovranno uccidere per stare zitto – conclude -. Il mio paese è una piccola Taormina, un gioiello che non permetterò venga ancora deturpato”