“La decisione della Regione che impone ad Acea Ato 2 di azzerare ogni prelievo della risorsa idrica dal bacino del lago di Bracciano, entro e non oltre il 28 luglio prossimo e che potrà portare a sacrifici e turnazioni per circa 1.500.000 di romani secondo l’Acea, è’ il consueto metodo di intervenire non prevedendo ma adottando provvedimenti ad un malato terminale come il Lago di Bracciano che ad oggi solo un miracolo potrà salvarlo”.
È quanto dichiara in una nota Piergiorgio Benvenuti, Presidente nazionale del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale “Da mesi ci stiamo battendo, quindi non solamente ora che le temperature estive incidono in modo particolare sul livello dell’acqua del lago, sino a realizzare un gravoso sciopero della sete avviato dal sottoscritto e successivamente dei dirigenti di Ecoitaliasolidale per scongiurare la morte del Lago, ritenendo necessari ed urgenti interventi di programmazione e non atti di emergenza. – prosegue Benvenuti – Quindi se da un lato vi è il lago in agonia grazie alle eccessive captazioni, dall’altro a pagarne le spese saranno i romani, mentre ben altro si poteva e doveva fare per tempo, come gli urgenti e procrastinati interventi di manutenzione sulle tubature di Roma che fanno registrare un record nazionale di dispersione idrica del 44,4%, un fenomeno grave che vede in Italia una media del 35%, ciò vuol dire che su 100 litri di acqua nella Capitale se ne spreca quasi la meta'”.
“Ci vuole ben altro rispetto ai provvedimenti straordinari o singole ordinanze come quella recentemente varata dalla sindaca di Roma, – continua Benvenuti – o l’ipotesi di un inutile blocco dei ‘nasoni’ nella città Eterna che avrebbe causato anche un incremento di inquinamento per il maggior utilizzo di acqua minerale in bottiglie di plastica, oppure il sacrificio che vengono ipotizzati per i romani da Acea a seguito del provvedimento della Regione Lazio, per noi sono necessari programmi regionali e nazionali che al momento risultano assenti, senza rincorrere le emergenze ma programmando gli interventi a tempo debito” .
“Sino ad oggi abbiamo difeso l’integrità ambientale del Lago di Bracciano, lo continueremo a fare, abbiamo detto No all’inutile blocco dell’acqua nei Nasoni, – conclude – chiediamo ancora una volta di intervenire con la massima celerità sugli enormi sprechi causati dalle tubature romane che ormai fanno acqua da tutte le parti, ma ci attiveremo per difendere il sacrosanto diritto di tutti i romani ad avere l’acqua potabile a loro disposizione”.
