Siccità, gli esperti avvertono: l’interruzione del prelievo dal Lago di Bracciano evita il calo solo di 1 mm al giorno

L’interruzione del prelievo di acqua dal Lago di Bracciano, misura ritenuta necessaria per far fronte alla severa crisi idrica, potrebbe non dare i risultati sperati: l’interruzione dell’approvvigionamento “eviterebbe l’abbassamento dei livelli del lago solo di un millimetro al giorno, mentre l’evaporazione causa un calo anche di 5 millimetri al giorno” spiega Maurizio Del Monte, docente di Geomorfologia dell’Università La Sapienza di Roma ed esponente dell’Associazione Italiana di Geografia Fisica e Geomorfologia. “Oggi Roma prende circa 14 metri cubi al secondo di acqua dalla falda acquifera che alimenta il Peschiera e potrebbe arrivare a prenderne altri 5 o 6” e “quella del Peschiera è una falda molto grande con una risorsa che durerebbe centinaia di anni“. A Roma, “in 30 anni le precipitazioni sono diminuite del 13% e nei primi sei mesi di quest’anno sono caduti 150 millimetri di pioggia“. “Il Tevere è prossimo ai valori minimi di portata di 100 metri cubi al secondo ed il Po è quasi nelle stesse condizioni“. L’esperto riferisce che alla Stazione Meteorologica del Collegio Romano di Roma “nel periodo 1862- 2006 si sono registrati mediamente 795 mm di precipitazioni annue, distribuite essenzialmente in autunno-inverno. Si rileva una generale tendenza alla diminuzione delle precipitazioni“. “In particolare, confrontando gli ultimi 30 anni con la serie storica, viene confermata una diminuzione delle precipitazioni pari a circa il 13% in meno specialmente nei mesi di marzo, gennaio e maggio“. Normalmente a Roma, prosegue l’esperto, “si registrano circa 300 millimetri di precipitazioni nei primi sei mesi dell’anno distribuiti in 50 giorni piovosi, mentre nel 2017, nei primi 6 mesi sono stati registrati solamente 150 millimetri di precipitazioni in 18 giorni piovosi. Questo anno si evidenzia quindi come particolarmente anomalo“. “Premesso che, nell’Italia centro-meridionale, i mesi estivi risultano normalmente caldi e asciutti, si rileva che nei primi 7 mesi del 2017 sono state registrate frequentemente temperature sopra la media contemporaneamente a una drastica diminuzione delle piogge“. “Un periodo secco così prolungato ha comportato la riduzione della portata liquida dei principali corsi d’acqua italiani, quali il Po ed il Tevere che allo stato attuale è prossimo ai valori minimi di portata e cioè circa 100 metri cubi al secondo“.