“La situazione oggi a Roma e’ molto critica perche’ negli scorsi anni non si sono fatti gli investimenti necessari“: queste le dichiarazioni del ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti in un’intervista a Qn. “Presumibilmente mercoledi‘”, “per l’ennesima volta” il ministro convochera’ “l’osservatorio permanente sull’Appennino Centrale per approfondire la crisi idrica e tentare una mediazione tra Regione e Acea/Comune di Roma. Faremo tutto il possibile, se del caso siamo pronti anche a ragionare sullo stato di emergenza, se sara’ richiesto dalla Regione Lazio“. “Gia’ da mesi ho messo in campo gli osservatori permanenti sull’acqua e fino ad ora a livello nazionale abbiamo evitato il peggio in una situazione di criticita’ che soprattutto al Centro-Sud e’ fortissima“. “La situazione di Roma e’ oggi quella che ci preoccupa di piu’. I continui prelievi dal lago di Bracciano e dal bacino del Pertusillo rischiano di mettere a repentaglio la salvaguardia della biodiversita’ dei due laghi, e l’ordinanza del presidente Zingaretti e’ quindi assolutamente comprensibile. Lo dico chiaramente: da tutore della salvaguardia della biodiversita’ non permettero’ che venga meno la sopravvivenza del lago di Bracciano“.
Roma “ha problemi evidenti, a partire dalle consistenti e intollerabili perdite della rete. Io lo scorso inverno ho dato alle regioni oltre 250 milioni per la riduzione delle perdite, 21 dei quali per la regione Lazio, ed e’ chiaro che oggi bisogna intervenire in maniera forte in questo settore, utilizzando queste e altre risorse e al tempo stesso avviare quanto prima il potenziamento della rete di captazione, penso al raddoppio dell’acquedotto del Peschiera. Le ipotesi sono tante, oggi bisogna realizzarle perche’ la situazione attuale e’ molto seria“. Galletti invita anche a “mettere in atto una strategia di lungo periodo che tenga conto dei cambiamenti climatici: non possiamo piu’ permetterci che in un Paese sul quale cadono 300 miliardi di metri cubi di acqua ogni anno, che e’ abbastanza, noi riusciamo a catturarne solo il dieci per cento. Dobbiamo realizzare nuovi invasi e promuovere un uso sostenibile dell’acqua, sia nell’irrigazione che negli usi idropotabili“.


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