Evitare nuovi casi Stamina nel mondo e mettere dei paletti al ‘turismo delle staminali’, e agli spacciatori di terapie non provate e pericolose. Con questo obiettivo un gruppo di 15 scienziati internazionali da GB, Usa Canada, Belgio, Italia e Giappone hanno scritto un appello chiedendo regole internazionali stringenti, per tutelare i pazienti. Gli sforzi nazionali non bastano, infatti, a contrastare un fenomeno pericolosamente in aumento. Dalle pagine di ‘Science Traslational Medicine’, i 15 esperti fra cui Michele De Luca dell’Università di Modena e Reggio Emilia, invitano a mettere a punto regolamenti internazionali che non solo controllino la commercializzazione di pratiche mediche e prodotti, ma consentano anche di unire le forze superando i confini. Gli scienziati non negano affatto le potenzialità delle ‘cellule bambine’, ma sottolineano che alcuni medici offrono direttamente al pubblico trattamenti a base di staminali ancora sottoposti a trial clinici o per i quali non esistono prove di efficacia e di sicurezza. Già si sono verificate delle morti a causa di questi trattamenti. E’ il caso di Sheila Drysdale, morta in Australia dopo una terapia non provata, o di Kellie van Meurs, morta mentre viaggiava verso la Russia per sottoporsi a un trattamento a base di staminali. In Italia si ricorda il caso Stamina e la battaglia per mettere fine ai trattamenti. Insomma, esistono numerosi precedenti internazionali. E’ ora di porre un freno a questo fenomeno, concludono gli scienziati.
Staminali: dagli scienziati appello per regole più stringenti


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