Il terremoto nell’Egeo ha sconvolto un’intera zona che ha, tra le attività principali, il turismo. La sera della scossa sono stati in migliaia i turisti a passare la notte all’addiaccio, ma il problemi potrebbero subentrare da adesso in poi, con il rischio di disdetta dei molti turisti impauriti. Immediate sono state le fughe da Kos e da Bodrum, così come in molti hanno già deciso di accorciare le loro vacanze per non rischiare di vivere altre notti di paura o di annullarle.
“Alle sei del mattino abbiamo deciso di rientrare a Smirne. I responsabili dell’hotel hanno capito e cancellato senza problemi la prenotazione. Ho sentito varie persone che hanno deciso di andarsene da Bodrum, ma anche da zone vicine come Marmaris”, ha raccontato all’ANSA Pietro Alba, presidente della Camera di commercio italiana di Smirne, che si trovava in vacanza nella localita’ turca colpita.
Un terremoto, quello di Grecia e Turchia, che intreccia il destino di questi due paesi in modo analogo, seppur con delle diversità.
Atene sta vivendo la migliore annata di sempre, dopo il record di 27,5 milioni di visitatori dello scorso anno: l’obiettivo è la soglia dei 30 milioni. Si tratterebbe di risorse fondamentali dopo la crisi degni ultimi anni, che hanno fatto, della Grecia di Aristotele e Socrate, un Paese piegato dall’austerità e costretto a cercare una riduzione del debito con i creditori europei per ottenere il nuovi prestito di 1,6 miliardi del Fondo Monetario Internazionale.
Anche la Turchia negli ultimi mesi aveva iniziato a registrare una ripresa, dopo il crollo del 2016, in cui ha registrato oltre 10 milioni di turisti in meno rispetto al 2015, dall’inizio della primavera le cose sono pian piano migliorate, specie con il ritorno dei russi sulle sue coste. Ma ancora c’è molto da lavorare. Si spera perlomeno nella clemenza della natura.
