“Dibattito intenso alla Camera, nonostante sia una calda domenica di fine luglio. Il tutto per parlare di Vaccini e per sollevare dubbi e perplessita’, ma anche e soprattutto per difendere il grande tema della salute pubblica, attraverso iniziative di prevenzione scientificamente fondate. Sorprende la natura politicamente strumentale del dibattito con un Pd schierato a favore, senza se e senza ma, e un M5S, schierato contro senza nulla concedere alla documentata efficacia che i vaccini hanno avuto lungo tutta la storia della medicina. Centristi presenti: uno solo, la sottoscritta, che ancora una volta ha percepito in queste condizione come scienza e salute possano diventare ostaggio delle contrapposizioni politiche. Vaccinarsi si puo’ e si deve, tanto piu’ convintamente quanto meglio se ne colgano le motivazioni di base. Ma la campagna informativa che ha preceduto, e che sta accompagnando, questo dibattito e’ stata tutta giocata sui allarmismi, non sempre sufficientemente documentati, e su una difesa ad oltranza del principio di autodeterminazione, che ha contestato soprattutto l’obbligatorieta’ dei vaccini, senza entrare nel merito. Tra le minacce pervenute nella posta ufficiale di tanti parlamentari, si denunciava da un lato la sottrazione della patria potesta’ e dall’altra il rischio TSO, ossia trattamento sanitario obbligatorio che si usa per pazienti in stato di pericolosita’ per se e per gli altri… paradossi assurdi di una disinformazione volutamente esasperata“.
Lo afferma l’onorevole Paola Binetti (Udc), medico neuropsichiatra infantile. “Il no al vaccino del morbillo- prosegue- contiene ancora il timore che possa essere causa di autismo, nonostante si sia sufficientemente dimostrato che non e’ cosi’ e che alla base di questa falsa informazione c’e’ una vera e propria menzogna, umana, prima ancora che scientifica, condannata dalla comunita’ scientifica. Ma l’allarmismo continua a copertura dei possibili eventi avversi, che comunque in medicina si possono verificare nonostante tutte le misure precauzionali. Tutelare la salute con una campagna di vaccinazioni quando il pericolo e’ latente e i rischi corsi dai bambini appaiono remoti non e’ facile, a meno che non ci si disponga ad uno studio serio della storia della medicina, eloquente nei fatti e nelle interpretazioni, nelle difficolta’ affrontate e nella soddisfazione per i risultati ottenuti. Sono anche queste le storia da raccontare a genitori e docenti perche’ ricordino da dove siamo partiti e quale e’ il rischio in agguato”.
