“Pregare e festeggiare è un diritto sacrosanto di ciascuno in base al proprio credo, ma sgozzare capretti in casa o in luoghi pubblici non è affatto tollerabile – spiega l’associazione AIDAA in una nota – nemmeno se questo rappresenta una orribile usanza religiosa. Verso la fine di questa settimana si svolgerà la festa musulmana del sacrificio, durante la quale i musulmani di tutto il mondo mangeranno carne di capretto, agnello e montone appena sgozzato. Ma il problema che questi animali saranno sgozzati oltre che nelle macellerie e nei macelli islamici autorizzati alla macellazione halal previso stordimento dell’animale anche in luoghi pubblici e case private, nonostante la proibizione provocando spesso agli animali delle sofferenze atroci.“
L’ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA invita i sindaci a emettere ordinanze di divieto della macellazione e dello sgozzamento di capri, montoni e agnelli in casa o in luoghi pubblici e sanzionare pesantemente coloro i quali (e sono tanti) violeranno queste disposizioni. “L’anno scorso la lettera di una maestra che ci scrisse come un bambino musulmano in classe non riuscisse a capire perché suo padre l’avesse costretto ad assistere alla morte del capretto con il quale aveva giocato poco prima – dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA – personalmente non ho nulla contro i musulmani,ma chiedo ai sindaci di emettere ordinanze restrittive per vietare le torture e il dolore al quale in maniera criminale vengono sottoposti questi animali prima che muoiano dissanguati tra crisi epilettiche e dolori lancinanti, gli animali sono esseri senzienti- conclude Croce- e ucciderli cosi brutalmente è comunque legge o non legge un maltrattamento gratuito e assurdo“.


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