Una nuova colata di fango e detriti e’ scesa attorno alle 16.30 dal pizzo Cengalo sul paese di Bondo, in Svizzera, e le persone che avevano fatto rientro nelle loro case sono state evacuate di nuovo. Continua a muoversi quindi la Frana in Val Bregaglia e la nuova colata, scesa piu’ a sud della precedente, ha colpito alcuni capannoni e baracche, senza provocare feriti. Proseguono intanto le ricerche degli otto alpinisti dispersi e, in una nota, la Polizia grigionese ha precisato che provengono dal canton Soletta (Svizzera), dalla regione del Baden-Wuerttemberg in Germania e dalla regione della Stiria in Austria. Si tratta di escursionisti e alpinisti che si trovavano nella zona in gruppi di due persone fra loro indipendenti.
Dopo la grossa FRANA di 4 milioni di metri cubi scesa mercoledì mattina dal Pizzo Cengalo, un altro milione di metri cubi di materiale è in movimento. Continuano intanto le ricerche degli otto escursionisti dati per dispersi dopo la grossa FRANA scesa mercoledì mattina dal Pizzo Cengalo fino al villaggio di Bondo. Si tratta due svizzeri provenienti dal Canton Soletta, quattro tedeschi della regione del Baden Württemberg in Germania e due austriaci della Stiria. Per evitare l’interferenza di terzi durante le operazioni di ricerca, l’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC) ha chiuso lo spazio aereo sopra la zona di Bondo per un raggio di cinque chilometri fino a lunedì a mezzanotte. Le ricerche sono in atto con l’impiego di 120 persone tra pompieri, geologi, polizia, militari, protezione civile e forze comunali. In aiuto sono giunti il Club Alpino Svizzero sezione Bregaglia e le squadre con i cani da ricerca. A livello cantonale sono intervenuti anche l’Ufficio foreste e pericoli naturali, l’Ufficio del militare e della protezione civile e l’Ufficio tecnico del Canton Grigioni.
In Valchiavenna la Frana scesa oltre confine in Svizzera ha creato un grave danno ambientale, soprattutto in riferimento al fiume Mera, in quanto le colate di fango derivanti dall’enorme smottamento di natura liquida del pizzo Cengalo finite nei corsi d’acqua stanno uccidendo l’intera fauna ittica. “Il primo nostro pensiero e’ stato quello di garantire la sicurezza alla Valle e per questo sono state aperte le paratoie della diga di Villa di Chiavenna – afferma il sindaco di Chiavenna e presidente della Provincia di Sondrio, Luca Della Bitta -. Ora dobbiamo fare fronte ad una vera e propria emergenza ambientale che per il Mera non ha eguali”. “Ho intenzione di scrivere a Roma al Ministero dell’Ambiente – ha proseguito – e chiedere che venga al piu’ presto aperto ‘un canale’ con la Svizzera per gestire al meglio questa situazione che siamo certi non e’ ancora finita”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?