Gatto crocifisso a Cloz, AIDAA: potrebbe essere opera di ragazzini

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Continua lo stato di quasi totale omertà attorno alla vicenda del furto della croce di legno del cimitero di Cloz in Provincia di Trento usata all’inizio dello scorso mese di aprile per crocifiggere un gatto morto al quale era stato infilzato un chiodo da cantiere in testa per affrancarlo alla croce. In un primo tempo – spiega l’associazione AIDAA in una nota – si era parlato di un gesto satanico in quanto il gatto crocifisso venne ritrovato circondato da lumini come si trattasse di un rito, ma come sappiamo i satanisti veri non uccidono i gatti, anzi, li proteggono da antico tempo proprio contro le contraddizioni della chiesa cattolica che nei secoli passati li uccideva bruciandoli sui roghi insieme alle streghe La settimana scorsa il presidente di AIDAA aveva lanciato un appello alla popolazione di Cloz perché parlasse, e poi AIDAA ha messo una taglia di 3.000 euro per individuare i responsabili di questa azione vergognosa. Al momento non ci sono vere e proprie segnalazioni, ma dei sussurri che indicano che tale porcheria possa essere opera di ragazzini in età scolare.

Stiamo cercando di dare corpo a queste ipotesi avanzate al momento in via del tutto ipotetica da persone che conoscono la realtà del posto – dice Lorenzo Croce presidente di AIDA- ma non possiamo ancora parlare di vere e proprie segnalazioni ma indicazioni che necessitano di verifiche ulteriori“. Ipotesi appunto, per le quali AIDAA invita comunque a rivolgersi ai carabinieri del posto che stanno seguendo le indagini dallo scorso mese di Aprile sperando una volta per tutte che possano finalmente emergere le vere responsabilità di quanto accaduto.