“Il sistema di videosorveglianza del Parco allo stato attuale non e’ funzionante e, stante anche il tempo trascorso dall’acquisto, necessita di interventi di manutenzione straordinaria per quanto concerne in generale il funzionamento dell’apparato. L’importo stimato per l’intervento non e’ inferiore a 50mila euro”. Cosi’ recitava nel 2015 il Piano di previsione, prevenzione e lotta agli incendi nel Parco nazionale della Majella, approvato dal Consiglio Direttivo dell’Ente Parco nel luglio di quell’anno e relativo al periodo 2015-2019.
L’impianto era stato fornito a seguito di appalto concorso del 2003, con un sistema fisso e/o mobile di videocontrollo ambientale per l’avvistamento di incendi boschivi, controllo faunistico e ausilio all’attivita’ antibracconaggio. Il sistema, di tipo mobile con due postazioni fisse, prevedeva “unita’ di ripresa, sia di tipo diurno (colore), che notturno/diurno (ad immagine termica)”: di giorno telecamere per l’individuazione visiva di fumo e fonte di calore, in caso di incendi anche di piccole dimensioni, mediante la sezione termica dell’apparato.
Di notte in azione “principalmente la sezione termica, in grado di rilevare tanto gli incendi quanto la presenza di fonti di calore prodotte da animali, persone e mezzi”. “Nel territorio del Parco Nazionale della Majella l’attivita’ di avvistamento a terra avverra’ ad opera del personale del Corpo Forestale dello Stato e delle associazioni di volontariato – si legge ancora nel documento del 2015 – A questa si aggiunge l’attivita’ integrativa che potrebbe essere svolta con il sistema di videocontrollo ambientale del Parco”.
Nel Piano si elencano poi gli interventi e le possibilita’ di finanziamento, con previsioni di spesa complessive, dettagliate per ogni categoria di intervento. Poiche’ per il 2015 l’Ente Parco dichiara, nel Piano, di non avere risorse in bilancio, specifica che “il quadro programmatorio individuato deve essere visto esclusivamente come strumento a disposizione da utilizzare per sensibilizzare e sollecitare tutti gli enti preposti, Ministero dell’Ambiente e Regione Abruzzo in primis, a farsi carico di tali spese attraverso Piani e Programmi di finanziamento da questi gestiti, oltre che a verificare la possibilita’ di partecipare a bandi e misure di finanziamento periodicamente pubblicati dalla Comunita’ Europea”. Tra le attivita’ da finanziare si cita appunto la “manutenzione straordinaria dell’impianto di videocontrollo ambientale”, con previsione di una centrale di videocontrollo presso il centro di visita del parco di Pizzoferrato (Chieti) e importo stimato “non inferiore a 50.000 euro”.
