La bimba cristiana affidata a una famiglia musulmana? In gran parte è una bufala: ecco la sua vera storia

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Diciamoci la verità: questa storia era ambigua e ‘faceva acqua da tutte le parti’. Il celebre quotidiano inglese The Times, questa volta, ha preso un abbaglio. O forse, più semplicemente, ha cavalcato l’onda del razzismo, facile da suscitare in questo periodo ‘caldo’ segnato da attentati terroristici e odio razziale sempre più dilagante. Fatto sta che la vicenda era davvero strana: bambina cristiana affidata a una famiglia musulmana, quando in genere i giudici cercano, soprattutto per gli affidamenti, di trovare ai piccoli collocazioni familiari simili al nucleo di origine, in genere con medesima religione; poi la clamorosa notizia da titolone in prima pagina “Le è stato tolto il Crocifisso“. Quanti bambini cristiani di vostra conoscenza indossano un crocifisso dal quale non vogliono separarsi? Pochi presumo. Non che non sia lecito, anzi. Ma non raccontiamoci favolette. Poi, guarda caso, il piatto preferito della piccola sarebbe la carbonara e dunque la ‘crudele’ religione musulmana, data la presenza di maiale nella ricetta, le avrebbe tolto la pietanza di cui è più ghiotta. Infine, ma questo è un fattore secondario, ascoltando i telegiornali in cui si parlava della vicenda non si poteva fare a meno di notare come tutti i giornalisti utilizzassero il condizionale. Non c’era nulla di certo, dunque. Solo ipotesi, solo illazioni e conclusioni tratte da quanto riferito dal cronista del Times.

Ora, magicamente, salta fuori la verità: la nonna, a cui ora la piccola è stata affidata da un giudice di religione musulmana, è anch’essa musulmana, ma non praticante. E’ la mamma della piccola che si è convertita al cristianesimo. Le denunce fatte al giornalista sarebbero arrivate proprio dalla madre, alla quale la piccola era stata tolta a causa dei suoi problemi con alcool e droga. Un caso complesso e dai contorni ambigui, dunque, ma che il giornale inglese ha pensato bene di trasformare in una sorta di scoop attraverso il quale inasprire ulteriormente il già difficile scontro tra culture che stiamo vivendo in questo momento. Ora il giudice, Khatun Sapnara, dopo le polemiche scatenate dall’articolo diventato virale, ma criticato dalle autorità per le troppe ed evidenti inesattezze relative alla presunta sofferenza inflitta alla bambina, ha deciso di affidare la piccola alla nonna materna, musulmana per l’appunto, anche se non praticante. Affido al quale la madre della piccola si era già in precedenza opposta.

Ecco un estratto del documento del tribunale inglese con le prove del caso grazie alle quali il giudice ha deciso di affidare la piccola alla nonna, pubblicato proprio per calmare il clamore suscitato dall’articolo del Times. Grazie al documento si fa luce anche sul contesto familiare originario da cui è scaturita la vicenda:

1. C’è una storia e un contesto complesso dietro questo caso e la cura della bambina da parte della madre.

2.La bambina è stata tolta alla madre e collocata dai servizi sociali presso una famiglia affidataria nel marzo del 2017 sulla base di una situazione di emergenza dopo l’intervento della polizia che han esercitato il proprio potere di protezione. All’epoca non era disponibile alcuna soluzione di affido corrispondente dal punto di vista culturale. C’è stato un temporaneo cambio di famiglia affidataria in estate per consentire alla prima famiglia affidataria di andare in vacanza.

3.La bambina è stata soggetta a una ordinanza di affido temporaneo alla autorità locale dal 10 marzo 2017.

4.La bambina ha trascorso tempo supervisionato con la madre per tre volte ogni settimana. Ha trascorso del tempo anche con la nonna e ha avuto contatto telefonico settimanale con entrambe.

5.Il padre biologico della bambina non è stato trovato.

6.La bambina e la madre hanno ricevuto tutela legale separata lungo tutto il procedimento. Questa tutela è stata sovvenzionata con denaro pubblico.

7.La bambina ha ricevuto una Sorvegliante del CAFCASS incaricato da un altro tribunale indipendente per tutelare i suoi interessi lungo tutto il procedimento.

8.La madre ha sollevato delle preoccupazioni riguardo alla appropriatezza dell’affido. Il 27 giugno la corte ha chiesto alle autorità locali di produrre una dichiarazione riguardo all’appropriatezza culturale della collocazione in affido.

9.La dichiarazione è stata prodotta. Le autorità locali contestano le accuse mosse contro gli affidatari.

10. La Sorvegliante della bambina ha intrapreso un’indagine e fatto visita alla bambina nell’attuale casa di affidamento e ha trascorso del tempo da sola con la bambina stessa. La Sorvegliante non ha espresso preoccupazioni sul benessere della bambina e dichiara che la bambina è a posto e ben curata dagli affidatari.

11. La madre ha confermato ulteriori preoccupazioni rispetto agli affidatari. Il tribunale ha chiesto alle autorità locali un’ulteriore dichiarazione per rispondere a queste preoccupazioni.

12. La madre ha chiesto che la bambina fosse data in affido alla nonna materna durante l’udienza del 27 giugno scorso. Il tribunale ha rifiutato quella richiesta in quanto all’epoca non era disponibile un rapporto completo che dichiarasse la nonna come un affido appropriato e sicuro per la bambina. La sorvegliante della bambina inoltre ha dichiarato la richiesta come prematura in quel momento.

13. In nessun momento della procedura la madre ha chiesto ufficialmente un cambio dell’affido.

14. Il 27 il tribunale ha rimandato il caso al 29 agosto per la successiva udienza. L’attuale affidamento (quello estivo temporaneo) scadeva oggi (29 agosto).

15. Il rapporto che dichiara la nonna materna come una Sorvegliante Speciale è ora disponibile ed è positivo raccomandandola come possibile affidataria. La nonna materna ha ora cambiato la sua posizione e dice che desidera tornare nel suo Paese di origine e prendersi cura là della bambina. Questo richiederà ulteriori passi da fare per ottenere ordini appropriati nei tribunali del Paese di origine della nonna.

16. I documenti, inclusa una dichiarazione dei nonni materni, dicono che sono musulmani di origine ma non praticanti. La madre della bambina dichiara che sono di origine cristiana.

17.Il 15 agosto le autorità locali hanno proposto il cambio nel piano di affido per poter consentire alla bambina di essere affidata oggi alla nonna. Tutte le parti sono d’accordo.

Il Times ha dunque strumentalizzato la vicenda, facendo passare per notizia ciò che in realtà notizia non era. Il giornalista ha volutamente suscitato sentimenti di razzismo nei lettori, che in questo momento storico sono pericolosi e da tenere a bada, non da fomentare e rinvigorire. La bufala corre sui social, ancora e ancora. Ma mentre prima era più semplice da individuare, ora la realtà viene deformata in maniera tale che è sempre più difficile scovare le fake news. Anche se basterebbe usare il cervello. E’ gratuito. Tentare non nuoce.